La folle corsa del centro-destra verso la disintegrazione

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NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI DOMENICA SULLO SCENARIO DI UNA DISFATTA ELETTORALE

21 MARZO 2016 – Qualcuno finalmente ha rinfacciato a Paola Pelino di aver mosso mari e monti per collocare Franco Iezzi alla presidenza del Parco Nazionale della Majella,

con una scelta che politicamente è stato un suicidio perché ha gratificato un uomo votato all’insuccesso e ben attento a non sporcarsi le scarpe per marciare con i partiti che lo hanno sostenuto e lo sostengono. Purtroppo lo scotto di questo autentico fallimento ha dovuto sopportarlo solo la parlamentare, quando gli strali, ieri sera, erano destinati proprio a chi, non avendo le minime competenze in materia di tutela e sviluppo del territorio (ma avendone di cospicue per la gestione dei nuclei industriali: difatti…), ha messo a ferro e fuoco Forza Italia, poi il Polo delle Libertà e poi chiunque capitasse a tiro, senza avere il minimo seguito elettorale e, quindi, autentico catenaccio come il monumento che sorprendentemente ha potuto collocare davanti al Tribunale con la sua firma. Donato Di Cesare, nel vertice tenuto domenica sera, pare gli abbia rinfacciato, per interposta persona (per interposta Pelino) la realtà di aver sostenuto un candidato che ha riportato un voto. Troppo impegnato, Iezzi con i suoi uomini di stretta osservanza, a realizzare programmi che riguardano solo la sua immagine.

Paola Pelino non riuscirà nella sua presuntuosa idea di avvicinare il cosiddetto centro-destra al simbolo di Forza Italia e forse a nessun simbolo: le si è sbriciolato in mano l’ambito di elettori di quella parte politica, certo anche grazie a persone come Franco Iezzi, assertivo coordinatore (condominiale?) del popolo azzurro del centro-Abruzzo per vari anni. Lui il suo obiettivo l’ha raggiunto, strappandolo a persone che avevano altri nomi e altre qualità per fare il Presidente di un Parco Nazionale; ed è stato proprio quello tra i tre presidenti dei parchi nazionali in Abruzzo a stroncare l’idea di formare un unico Parco con sede a Sulmona (lanciata da Pescasseroli, esattamente da Giuseppe Rossi, commissario e presidente di quel Parco); poi Sulmona si meraviglia di D’Alfonso e delle sue manovre per desertificarla Un altro voto in parlamento dopo la soppressione del tribunale ed un’ altra designazione come quella di Iezzi al Parco della Majella e le insegne di Attila non mancheranno più alla dama del confetto.