LA MINORANZA: “ATTENTI ALLO STRANIERO” MA ALLO STRANIERO GIA’ SI E’ CONSEGNATA

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STUCCHEVOLE COMUNICATO DI MASCI, GEROSOLIMO & C

24 APRILE 2023 – La minoranza al consiglio comunale di Sulmona ha emesso un comunicato, nel quale (riassumiamo) si denunciano le responsabilità della maggioranza e in particolare del sindaco, del quale si chiedono le dimissioni. Si paventa  che “il rischio di imprenditori e società di fuori pronte a sostituirsi è dietro l’angolo”. “Inoltre – si chiedono dall’opposizione –  chi pagherà il risarcimento del danno che legittimamente chiederà il cda licenziato senza giusta causa e la risposta purtroppo la sappiamo tutti perché saranno ancora una volta i cittadini di Sulmona a dover pagare le scorribande di un manipolo di sindaci sconsiderati. In ultimo, non si può non rilevare la profonda spaccatura tra la gran parte dei sindaci di questo territorio ed il comune di Sulmona che avrà in futuro delle grosse ripercussioni sulla politica territoriale”.

Una breve premessa serve prima di tutto a comprendere di quale stoffa siano fatti questi consiglieri di minoranza, che non hanno fatto pervenire a “Il Vaschione” il loro comunicato, magari pensando, come fanno i bambini che perdono durante la partita di calcio, che, togliendo il pallone, si possa nuocere all’avversario. Quando si perde nello sport si cerca di evitare l’agonia. Quando delle idee ci si vergogna, si evita che si diffondano troppo. Per esempio, Vittorio Masci Franco Di Rocco, Andrea Gerosolimo, Antonietta La Porta, Salvatore Zavarella, Maurizio Proietti e Luigi Santilli avranno avuto un sussulto di amor proprio e non ci hanno fatto sapere della paura che nutrono per il rischio che si impadroniscano del Cogesa “imprenditori e società di fuori pronte a sostituirsi”, come se il problema sia che i demolitori della economia della Valle Peligna vengano da Parma o da Stoccarda e non, piuttosto, che quell’Andrea Gerosolimo (che firma imperterrito) ha gestito il Cogesa e ha fatto venire a Sulmona (non imprenditori e società di fuori, ma) rifiuti indifferenziati per salvare L’Aquila dalla bancarotta per lo smaltimento in discarica fuori provincia e a prezzi adatti all’indifferenziata. Firmano tutti insieme, come se non sapessero quello che (non noi, ma) le testate giornalistiche alle quali hanno recapitato il loro comunicato vanno scrivendo: che il Cogesa è stato lo strumento per gestire campagne elettorali, per conferire consulenze farlocche. E si domandano pure chi debba pagare i danni?

Firma Vittorio Masci che ha dovuto abbassare la testa per riprendere le redini di Fratelli d’Italia, dopo il suo abbandono per protesta contro il connubio tra Andrea Gerosolimo e i vertici del partito a livello provinciale; e che si è genuflesso e si genuflette ai vertici del partito a livello provinciale per ospitare il sindaco dell’Aquila Biondi nel comizio della sua campagna elettorale a Sulmona (rimediando addirittura il terzo posto su quattro quale candidato sindaco, mentre il vertice nazionale del partito conquista il governo e Biondi riconquista L’Aquila al primo turno): lui avrebbe paura di “imprenditori di fuori”, mentre srotola il tappeto ai politici di fuori, tra i quali proprio il sindaco dell’Aquila che tiranneggia Sulmona ponendola davanti alla scelta se prendersi i rifiuti a due soldi oppure veder fallire il Cogesa?

Danno degli “sconsiderati” a quelli che chiamano “manipolo di sindaci” e il più delle volte non si presentano neanche in consiglio comunale, sbagliando pure i calcoli quando sperano che non si raggiunga il numero legale. Loro non sono “sconsiderati”. Sono considerati: per quello che valgono, cioè zero. Tanto è vero che, pure con la loro assenza, il consiglio si tiene e, se fosse per loro, una maggioranza allo sbando, come è quella attuale, con un sindaco incapace, come è quello attuale, potrebbe governare Sulmona per tutti e cinque gli anni della sindacatura e magari rivincere pure alle prossime elezioni, tale è l’irrilevanza di questo… manipolo di oppositori.

Nella foto del titolo: lo sguardo severo della maschera della Fontana del Vecchio, detta Il Vaschione

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