LA MINORANZA TOGLIE LE CASTAGNE DAL FUOCO

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L’acrostico ovidiano in Via Mazara all’ingresso del Comune

BIANCHI E RANALLI AGGIUNGONO IL LORO CALCIO ALLA ESPULSIONE DALL’AULA CONSILIARE DI SALVATI

17 SETTEMBRE 2018 – I consiglieri comunali Elisabetta Bianchi e Fabio Ranalli, dell’opposizione, hanno “ritenuto necessario e non differibile richiedere al Presidente Katia Di Marzio le convocazione dell’Ufficio di Presidenza”, del quale fanno parte, per “la valutazione dei disordini accaduti in aula al fine di prevenire in quella sede il reiterarsi di condotte non improntate al regolamento ed alla funzione istituzionale del Consiglio e del Consigliere Comunale”. Questo “in seguito all’anomalo andamento dei lavori della seduta del Consiglio Comunale di Sulmona del giorno 12 settembre scorso ove interventi fuori dal regolamento e dall’ordine del giorno hanno disturbato l’andamento dei lavori sulla crisi politico-amministrativa del Comune di Sulmona”.

E perché non hanno continuato e portato a compimento i “lavori sulla crisi politico-amministrativa del Comune”, una volta che la consigliera Salvati è stata sbattuta fuori dall’aula dalle guardie su richiesta della presidente del Consiglio Comunale? Se tutto il problema era il disturbo per l’intervento della Salvati, oggi avremmo potuto godere del risultati dei “lavori sulla crisi politico-amministrativa” e invece non ci pare che, cacciata la Salvati, i consiglieri abbiano tirato un sospiro di sollievo e affrontato i problemi della crisi; tanto meno hanno provato a risolverli o anche soltanto a sottolineare che la città va pulita o che il Bimillenario di Ovidio andava celebrato nel 2017 e non dal 2020 in poi (ma sono esempi, per carità; ognuno può mettere del suo, tanto i consiglieri sono là per risolvere, basta che venga cacciata la Salvati).

E quali sarebbero gli altri “interventi”, posto che Bianchi e Ranalli scrivono al plurale? L’intervento che ha “disturbato” è stato uno e certamente è stato quello della Salvati; altrimenti avremmo almeno un altro consigliere sbattuto fuori dell’aula, se ogni consigliere che disturba viene cacciato (ma non ci sembra neppure che negli ultimi cinquanta anni sia andata così, anzi…).

Allora Bianchi e Ranalli avrebbero dovuto scrivere che vogliono il Consiglio di Presidenza, perché quando disturba la Salvati bisogna prendere provvedimenti (“valutazione dei disordini accaduti”), mentre quando disturbavano altri o disturbano altri, il disturbo può essere tollerato; anzi è gradito.

Questa è l’opposizione; poi c’è la maggioranza…

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