PER LA SECONDA VOLTA IN CASSAZIONE IL PARADOSSALE PROGETTO DI COPERTURA E LO SFRATTO DI UN MUSEO FOTOGRAFICO
11 APRILE 2017 – Domani la Corte di Cassazione (nella foto i prestigiosi ambienti del palazzo realizzato dal ministro Zanardelli nell’800) esaminerà per la seconda volta la controversia tra il Comune di Sulmona e l’associazione “Fotogramma” di Marinello Mastrogiuseppe,
che fu estromessa, con il suo museo di fotografia, dalla Rotonda di San Francesco nel 2006 con un provvedimento d’urgenza confermato con sentenza dal Tribunale di Sulmona e dalla Corte d’Appello dell’Aquila. Nel 2013, tuttavia, proprio la Corte Suprema ravvisò molte carenze nella decisione dei giudici di merito ed annullò la sentenza, affinchè la vertenza venisse riesaminata e fosse articolata (se c’era) una motivazione almeno sufficiente a giustificare lo sgombero immediato.
Il Comune aveva sostenuto che la disponibilità dell’immobile era funzionale alla acquisizione di finanziamenti per la progettazione della copertura della Rotonda e in effetti i giudici ritennero che l’urgenza fosse più che sufficiente a recedere, dopo appena qualche anno, dal contratto di comodato stipulato per venti anni. Ma nel 2013 le toghe di ermellino criticarono con severità tale impostazione, qualificando come frutto di “disinvoltura” (testualmente) la scelta di considerare l’aspettativa di finanziamento come un bene di per sè tutelabile nei confronti della parte contraente che, tra l’altro, aveva investito oltre 50.000,00 euro per rifare impianti e una parte del tetto, proprio facendo affidamento sulla durata del contratto di comodato. Nel giudizio di rinvio dopo la cassazione, la Corte d’Appello dell’Aquila confermò la decisione già presa, condannando la “Fotogramma” alle spese di causa.
Ma l’associazione amatoriale (che per il valore del suo museo di immagini e di strumenti di ripresa e stampa aveva ottenuto anche una citazione sulla prestigiosa rivista “Fotografare”) propose altro ricorso per cassazione. La scorsa settimana il Procuratore Generale ha concluso per l’accoglimento del ricorso, sottolineando che ancora una volta i giudici di merito non hanno motivato sulle varie richieste di “Fotogramma” e soprattutto sulla sussistenza di reali motivi di urgenza per il rilascio. La vicenda giudiziaria tenne banco per vari mesi sulla stampa, che dedicò intere pagine alla iniziativa improvvisa del sindaco La Civita e della sua raccogliticcia giunta ed anche alla paradossale deviazione dei finanziamenti dal progetto di copertura ad altri lavori di manutenzione del Comune dopo che Marinello Mastrogiuseppe era stato “sfrattato” con pellicole, Rolleiflex e ritratti ed aveva perso la tribuna così centrale per il suo museo. Ora, con il ping-pong tra Corte d’Appello e Corte di Cassazione, la contesa ha assunto i toni di un caso di eccezionale interesse giuridico.






