IL TAR SOSPENDE LO SGOMBERO DI PALAZZO MAZARA
8 APRILE 2017 – Con ordinanza comunicata ieri, il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo ha sospeso l’ordinanza contingibile e d’urgenza
emessa dal sindaco di Sulmona il 18 gennaio 2017 per lo sgombero dello studio professionale e dell’abitazione al secondo piano di “Palazzo Mazara”, asseritamente inagibili per le ulteriori scosse del giorno precedente. I giudici amministrativi rilevano che “il potere sindacale e urgente presuppone, da un lato, una condizione di pericolo effettivo, da evidenziare con una congrua motivazione e, dall’altro, una situazione eccezionale e imprevedibile che possa provocare rischi imminenti per la salute e l’incolumità pubblica, alla quale non sia possibile far fronte con i mezzi previsti in via ordinaria dall’ordinamento” e che “nel caso di specie, il provvedimento gravato non risulta adeguatamente motivato in ordine ai presupposti suindicati”. La sospensione riguarda solo la parte di edificio di proprietà del ricorrente al TAR.
La bella iniziativa dell’assessore Sinibaldi di mettermi per strada sotto la bufera e senza neppure incaricarsi di trovarmi un alloggio temporaneo (che ho trovato con mie risorse perché non appartengo alla schiera di questuanti vassalli dei politici), ratificata dal sindaco in quattro e quattr’otto a poche ore dalle scosse di gennaio e senza neppure un sopralluogo nei locali che venivano ritenuti inagibili, giunge al binario morto e se ne riparlerà nel cosiddetto “merito” nell’aprile dell’anno prossimo, con il ricorso stilato dall’avv. Guido Colaiacovo perché in quei giorni giravo come una trottola in cerca di idraulici e di traslocatori.
Intanto, saranno effettuati i lavori di riparazione dal sisma del 2009, per i quali ho presentato il progetto nel termine dell’ottobre 2009, mentre il Comune dormiva il sonno di Aligi e lasciava cadere a pezzi la sua quota di proprietà (cioè il 90%) sul Palazzo Mazara (proprio quello che lo scrittore Giovanni D’Alessandro qualche mese fa su “Il Centro” ha definito il più bello d’Abruzzo). Il TAR ha scritto che il Comune non ha motivato una decisione tanto grave. Siamo, cioè, al Medioevo dell’amministrazione; di questo risponderanno gli amministratori anche davanti alla Corte dei Conti, se pensano che con un tratto di penna possono arrecare danno allo stesso ente che dovrebbero curare. Quanto alle conseguenze politiche di questa sopraffazione, non mi faccio illusioni, perché Sulmona vota i politici che tentano di annientarla e cominciano a riuscirci (Paola Pelino e Giovanni Legnini che hanno soppresso il tribunale; Andrea Gerosolimo che fa parte della giunta regionale che sta devastando il centro-Abruzzo).
Per quanto mi riguarda, non faccio liste civiche e non chiedo voti: mi affido a questo giornale; mi affido ai giudici e spero che sempre più persone ci si affidino; e che questi sappiano quale materiale maneggiano. Talvolta non ne hanno consapevolezza o addirittura sono in mala fede, ma la rivolta contro i tribunali è fomentata soprattutto da quelli che sanno di doverne stare alla larga. Io ci entro tutti i giorni.
Vincenzo Colaiacovo






