La quiete dopo l’ammuina

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L’AQUILA: ALL'”AEROPORTO INTERNAZIONALE” NEANCHE UN VOLO

5 GENNAIO 2014 – Dopo il “volo inaugurale” del 19 dicembre scorso l’”Aeroporto dei parchi” dell’Aquila è tornato alla quiete di sempre, di quando era punto di riferimento per pochi appassionati di alianti, per qualche piccolo veivolo-giocattolo, forse anche per qualche giocattolo radiocomandato. L’allestimento, voluto per un gruppo di giornalisti che potessero annotare l’evento storico, è servito a far parlare di imminenti “voli di linea”, per i quali in verità non c’è mai stata domanda e mai ci sarà.

Ma questo non impedisce al Comune dell’Aquila di contare su un “assessore all’aeroporto”, cioè di un componente la giunta che ha la delega allo “scalo internazionale” di Preturo, Emanuela Iorio. In queste condizioni la Regione, prima di sprecare i soldi anche nostri, ha fatto due conti e non avrebbe dato corso al finanziamento. E il sindaco Cialente ha subito polemizzato con Chiodi, sostenendo l’ipotesi, e dando impressione di crederci veramente, di un “boicottaggio” dell’aeroporto del capoluogo di regione.

Se questo è l’inizio, si arriverà anche a negare che l’aeroporto dell’Abruzzo esiste, funziona, è a portata di mano degli Abruzzesi e si chiama aeroporto di Pescara. Il secondo passaggio sarà l’  affermazione che, essendo capoluogo di regione, L’Aquila abbia diritto ad un aeroporto internazionale anche se nessun viaggiatore ha intenzione di atterrare in mezzo alle montagne. Purtroppo Pescara non ha spina dorsale e subisce tutti i soprusi di una classe dirigente aquilana che ha finito di succhiare energie e risorse al territorio della provincia e si protende a ripulire quello che c’è in tutto l’Abruzzo, sempre alla ricerca di un risarcimento dei danni che il terremoto ha causato. Come se il terremoto l’avessero mandato gli Abruzzesi.