Rifiuti estorsivi

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LE CONDIZIONI DI LOLLI PER AIUTARE ROMA AD USCIRE DALL’EMERGENZA

14 DICEMBRE 2018 – Il sottosegretario alla Regione, Mazzocca, ieri l’altro ha dichiarato che i rifiuti dal Comune di Roma non possono venire in Abruzzo, neanche dopo l’emergenza determinata dall’incendio di Via Salaria. Oggi il presidente vicario Lolli (non eletto da nessuno e cooptato in giunta perché non aveva altra occupazione all’indomani delle ultime elezioni regionali) ha dichiarato che, invece, i rifiuti possono venire: non per essere smaltiti, ma solo per essere trattati. Ha anche detto che non basta che la richiesta sia stata formulata dall’AMA (l’azienda che raccoglie i rifiuti di Roma) e dalla Regione Lazio. Deve esserci una richiesta del Comune di Roma, perché “questo non è un fatto aziendale, ma è un fatto politico”. E ha messo in relazione questa trattativa con quella per il terminal delle autolinee abruzzesi, che il Comune di Roma intende spostare da Tiburtina ad Anagnina.

E domani da Via Cavour in Roma a Noce Mattei alle Marane…

In sostanza, Giovanni Lolli vuole un atto di sottomissione della sindaca Raggi, da utilizzare per imporre il luogo e il modo del terminal delle autolinee. Cioè in sostanza vuole coartare politicamente il sindaco di Roma, che i romani hanno eletto a stragrande maggioranza grillina, lui che alle urne non si è neanche proposto. E per di più ostentando la disponiblità a ricevere rifiuti che comunque a L’Aquila non si avvicinerebbero neanche, dovendo essere destinati alle discariche di Sulmona, Cerchio e in provincia di Chieti.

In secondo luogo, non si sa a quale titolo abbia parlato Lolli, se Mazzocca, che ha la delega all’Ambiente, due giorni prima era stato esplicito.

Conoscendo i precedenti di Lolli, una chiave di lettura abbiamo individuato: l’aggancio con la questione del terminal delle autolinee consentirà di farlo declamare: “Glielo abbiamo fatto rimangiare”, né più, né meno di quanto declamò per la questione dei fondi Masterplan inizialmente deviati per mettere in sicurezza i viadotti delle autostrade abruzzesi. Tanto più che il terminal interessa più di tutti gli aquilani, che a Roma in treno non possono neppure pensare di andare (gli altri abruzzesi possono almeno pensare di prendere una linea ferroviaria dell’800, ma insomma una alternativa ce l’hanno).

Questo Lolli del “prima di tutto L’Aquila” pensa così di farsi una campagna elettorale e di trovare visibilità dopo aver dormito sonni profondi per cinque anni, a coronamento di una vita nella quale non ha conosciuto un giorno di lavoro; ma non ha capito che se si presenta per il PD non raggiunge neppure il numero di voti per l’unico consigliere che il PD prenderà al prossimo consiglio regionale; e se si presenta per Legnini, peggio.

In questo, per quanto corriamo il rischio di essere ripetitivi, avrà la sua funzione la ramazza grillina, che metterà tra i rifiuti Lolli, Pezzopane, Legnini e tutti quelli che hanno evitato per un pelo la rottamazione di Renzi e pensano che nella roulette della politica ci si possa sempre reinventare. Perciò, e per concludere, consiglieremmo alla sindaca Raggi di rivolgersi alle discariche e impianti di smaltimento tedeschi come è stato fatto a Napoli tramite treni di rifiuti qualche anno fa: pagherà qualcosa di più, ma qualcosa varrà pure il gesto dell’ombrello a questo speculatore di mezza tacca, vecchio arnese del PCI che neanche quando stava sul palco a presentare Berlinguer veniva degnato di uno sguardo da Berlinguer.

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