SONORA PERNACCHIA DI ELISABETTA BIANCHI A FORZA ITALIA

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ORA SI ATTENDE QUELLA DI ANTONELLA DI NINO

15 DICEMBRE 2018N – Con una lettera a Nazario Pagano e ad Antonella Di Nino, coordinatori regionale e locale di “Forza Italia”, l’avv. Elisabetta Bianchi annuncia il suo abbandono di “Forza Italia”. Non c’era bisogno di dare motivazioni, che sono già insite nel ruolo che il partito fondato da Silvio Berlusconi insieme a Marcello Dell’Utri, riconosciuto mafioso da una sentenza passata in giudicato e sottoposto ora ad altri processi che non lo faranno più uscire di galera, contiene in sè e nella sua storia, fatta anche di leggi cambiate mentre si celebravano i processi che riguardavano Silvio Berlusconi o di norme stampate nottetempo da Bettino Craxi, finito latitante e protettore di Berlusconi & C,, per garantire la continuazione delle emittenti televisive del capo. Mai un congresso per eleggere un segretario, mai una verifica sulle tessere di partito; parlamentari che non hanno pagato neppure le quote annuali per venti anni, il tutto per mantenere una struttura che recitasse un ruolo.

Tuttavia  Elisabetta Bianchi, che pare adori ancora Berlusconi, inserisce motivazioni locali, che vanno ricercate nella “inesistenza dell’attività di coordinamento provinciale e regionale di Forza Italia proficuamente volta al coinvolgimento territoriale nell’azione politica, alla crescita del movimento attraverso una strategia quanto più possibile condivisa con gli eletti di FI ed in particolare riguardo al consigliere comunale di riferimento di Sulmona terza Città nella Provincia dell’Aquila e di tutti quelli in un territorio vasto ma inesorabilmente trascurato”. E Bianchi constata “l’assenza di coinvolgenti tattiche e strategie di partito che rimangono esclusivo oscuro appannaggio delle dirigenze con grave danno nel corpo elettorale di Forza Italia”.

Tutto è bene quel che finisce bene; e finisce bene l’esperienza dell’avv. Bianchi in Forza Italia, come avevamo auspicato, cioè con una sonora pernacchia che non dovrebbe lasciare insensibile il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, svenata da Forza Italia per presentarsi alle recenti elezioni politiche e neppure eletta, per fare il gioco dei soliti caporali di partito designati da Berlusconi che paga per tutti e risana i bilanci di un partito alla deriva. Ma questo con la libertà e la democrazia cosa c’entra?

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