MA COME ERANO RIGIDI QUEI DIRIGENTI…

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IMBARAZZO ALL’INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE CHE TAGLIA SULMONA DAI COLLEGAMENTI VELOCI

14 DICEMBRE 2018 – Li abbiamo visti un po’ rigidi questi dirigenti della Rete Ferroviaria italiana durante un evento che tutto sommato doveva essere lieto. Abbiamo pensato: certe volte non si può nascondere l’imbarazzo nel tagliare un nastro di un impianto rinnovato (quasi) in radice, ma destinato ad essere scavalcato da un banalissimo tratto di binari in curva per consentire un collegamento più rapido, quasi che tutta la tecnologia impegnata vada al macero mentre i viaggiatori, quelli “veloci”, “fanno ciao con la mano” (come canta De Gregori, seppure riguardo ai passeggeri di una nave).

Un sindaco con la schiena dritta avrebbe detto: “Adesso questa presa in giro ve la inaugurate da soli e non fatevi rivedere a Sulmona perchè salirò sulle barricate pur di non consentire questo affronto“. Invece la schiena Annamaria Casini l’aveva fasciata del tricolore e ai dirigenti di RFI che parlavano di “concept station” (a mezzabocca, con un inglese alla Matteo Renzi, perchè pure l’arditezza  ha un limite), ha dispensato uno stereotipato sorriso.

Ma, sarà che ci siamo sbagliati da meri utenti del TG3, un altrettale sorriso non abbiamo colto nei dirigenti di RFI; sempre più rigidi, nonostante la messinscena volgesse all’agonizzante epilogo. Poi abbiamo capito che razza di notizia deve aver serpeggiato tra i marciapiedi (alzati di 50 cm per consentire un più agile ingresso nei convogli, se i convogli transitassero ancora): infatti il TG3 nazionale dopo pochi minuti ha divulgato uno sconcertante filmato del passaggio dei treni alla stazione di Pioltello dove a gennaio un treno è deragliato mietendo tre viaggiatori e mandando all’ospedale decine di altri malcapitati utenti di Trenitalia. Per varie settimane una telecamera aveva ripreso i treni che passavano sul tratto della “botta” che ha sconquassato i vagoni e si vedevano scintille dai binari (oltre che dalla linea aerea, ma questo è normale) da sembrare luminarie. E tutto questo senza che nessuno intervenisse per fare manutenzione, anzi dopo che un pezzo di binario, ma di… legno era stato messo alla meno peggio, come non usa più neanche in Africa.

Allora abbiamo ricollegato: l’imbarazzo nella inaugurazione forse era dettato dalla paura che potesse da un momento all’altro arrivare un treno, merce assai rara ormai sulla Roma-Pescara, ma pur sempre in grado di sbucare da un momento all’altro, fosse anche, che so, dai lavori che si stanno eseguendo alla chetichella a Santa Rufina per la bretella che renderà definitivamente inutile la “concept station”. Qualcuno li ha visti, quei dirigenti, chinarsi di nascosto per… toccare ferro, cioè i binari. Del resto, l’oste sa quali effetti possono causare i miscugli che prepara; dunque anche RFI può essere ben consapevole di quello che nasconde un binario…

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