29 APRILE 2014 – “Da buon democristiano ho la scorza e so resistere alla bufera, così sono andato avanti” dichiara Giorgio D’Ambrosio (e lo riprende Il Tempo di oggi) a proposito delle polemiche sulla sua presenza in lista ad appoggiare la coalizione di Luciano D’Alfonso per le elezioni regionali. Come “da buon democristiano”? Non erano già troppi Renzi, Franceschini, D’Alfonso, a caratterizzare un Partito Democratico e trasformarlo in Partito Democristiano, mentre gli ex comunisti dovevano mettere la coda tra le gambe e proporre ancora i vecchi arnesi dell’ideologia, dei valori del lavoro, della difesa dei più deboli? E tutto il travaglio che il PCI ha dovuto subire passando per piante di vario fusto, dall’ulivo alla quercia, fino a subire l’onta della “cosa”, dove lo mettiamo? Tutto per consegnarsi alle fauci di democristiani delle liste collegate a quelle del Pd? Si sarà sbagliato D’Ambrosio, voleva dire “Da buon democratico…” Basta fare una verifica, per capire. E la verifica viene dall’altra frase : “Voglio vedere chi avrà il coraggio di rinunciare ai miei voti”. Ecco, è proprio un democristiano, di quelli che hanno caratterizzato la “Balena bianca”, che schifava i giovani dalle idee chiare e dalle aspirazioni per cambiare una società in declino. Era proprio quella la Democrazia Cristiana che ha inventato l’arco costituzionale per reprimere il giusto e sano anelito di cambiamento che veniva dalla vera Destra; poi ha abbindolato Enrico Berlinguer (tante celebrazioni stanno per venire per un leader che si è fatto infinocchiare meglio di D’Alema e senza neppure l’attenuante di avere a che fare con un incantatore di serpenti) per inoculare il virus del compromesso storico.Per questi: per D’Ambrosio, per D’Alfonso, dovrebbe votare una parte ancora integra di elettorato, che ambisce a fare a meno di un pacchetto di voti perchè sono le idee e i programmi a coinvolgere gli elettori? E ambisce a sperare che idee e programmi facciano da calamita anche se il pacchetto viene trasferito altrove. “Voglio vedere chi avrà il coraggio di rinunciare ai miei voti” è il grido di guerra della democrazia formato terzo millennio, un po’ diversa da quella di Pericle (nella foto). P.S. Ovviamente la sottile carica eversiva di questa frase non sarà neanche percepita dal Pd sulmonese, che da anni ormai ragiona in termini di stretto scambio di voti per favori, prebende, sinecura e assessorati. “Perchè, c’è un altro modo di fare politica?” sembra di sentire nei commenti di coloro che fanno oggi le maggioranze nel fu Partito Comunista, non per niente già devastato dal passaggio di ex democristiani.
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