LA SAGGEZZA DELL’AZZARDO

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L’IMPEGNO DI INTELLETTUALI COME GIUSEPPE EVANGELISTA

30 SETTEMBRE 2015 – Tra le persone di Sulmona che mi hanno espresso il loro sostegno nella battaglia, dal contenuto esclusivamente ideale, nella difesa della dignità del nome e della stessa statua di Publio Ovidio Nasone, intendo ringraziare – facendo uso di questa modesta voce giornalistica che da qualche anno coltivo per mera partecipazione civica – il prof. Giuseppe Evangelista, che avrebbe voluto anche assistere all’udienza di oggi in Tribunale. Trovare un intellettuale di così profonde radici che dice chiaro e tondo quale debba essere la risposta ad un fatto grave e intellettualmente insidioso come quello cui ha assistito una intera cittadina, non è facile, visto l’impegno che gli intellettuali, soprattutto quelli italici, riservano ai distinguo e alle speciose specificazioni. Il prof. Giuseppe Evangelista era presidente della Commissione di vigilanza per la biblioteca comunale nel 1976, quando era anche assessore alla cultura del Comune di Sulmona e quando il consiglio comunale mi elesse quale componente. Non ho perso una seduta della commissione ed ho apprezzato il metodo ed i contenuti dell’impegno politico e amministrativo del prof. Evangelista. Fu rifatto ex novo il regolamento, furono scelte le dotazioni di una istituzione che affascinava me e tutti i ragazzi usciti dal post-sessantotto che per tanto tempo, almeno, ha avuto il merito di aver posto la cultura e la conoscenza al primo posto, attraverso i giornali, le riviste, i libri. Quindi attraverso tutto quello che si trovava con larga munificenza nella biblioteca “Ovidio” di Mario Marcone.

Il prof. Giuseppe Evangelista è stato anche consigliere regionale del Partito Comunista: le ideologie hanno rafforzato, invece di sminuire un silenzioso rapporto di considerazione. E’ stato anche preside del più fascinoso degli istituti scolastici, cioè del Liceo Ovidio. Come ricorre il nome del Poeta sulmonese in ogni contatto che in nome della cultura possono intessere i sulmonesi politicamente collocati su sponde opposte. Non poteva non ricorrere anche in questo impegno giudiziario che ho inteso affrontare perché non si potesse mai dire che Sulmona ha guardato imbelle all’imbrattamento della statua al suo figlio migliore. Riprendendo un copione non scritto, il prof. Giuseppe Evangelista ha sentito il dovere di esporsi, come se avesse scritto lui il ricorso al giudice e mi ha riportato con l’anima nelle aule nelle quali, pur tra le angosce della adolescenza e i cattivi esempi di altri professori, è collocata la crescita spirituale di ognuno di noi, alle spalle della statua di Ovidio e sulle fondamenta di quella che potrebbe essere stata la sua casa. Una volta tanto la saggezza sta nell’essere sfrontati e non nel meditare troppo sui libri dei classici.

V.C.