LA SINDACA NON VA E NON MANDA ALLA COMMISSIONE REGIONALE SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

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SBANDIERA MOTIVI PERSONALI MA POI DICE CHE LA COMMISSIONE NON SERVE E TRADISCE IL VERO OBIETTIVO DELL’ASSENZA

26 APRILE 2018 – La riunione della Commissione regionale per la geografia giudiziaria è stata del tutto disertata dalla rappresentanza sulmonese. La sindaca Annamaria Casini si è giustificata con la concomitanza di “impegni personali”, ma non ha neppure mandato un sostituto, tanto che da parte marsicana (avv. Leonardo Casciere) si è sottolineato il valore di chiara mancanza di rispetto nei confronti dell’organo e degli altri rappresentanti dei territori.

L’atteggiamento sulmonese sulla battaglia per la salvaguardia dei tribunali sta assumendo i toni di una irresponsabile scelta di isolamento, che rischia di portare verso il definitivo schianto e, quindi, in sostanza, verso l’accorpamento al tribunale dell’Aquila. La condotta della sindaca, poi, ha il significato di una vera presa in giro nei confronti degli altri componenti, se vestita della giustificazione di impegni personali. Proprio la Casini e proprio oggi ha diffuso un comunicato nel quale scrive testualmente che “la salvaguardia dei Tribunali minori passa attraverso una “soluzione tecnica” di ben altra portata rispetto a un tentativo di “accordo politico dal basso” che riporta indietro di anni il tono e i contenuti della discussione. Ci saremmo aspettati dalla Commissione una più coraggiosa impostazione che riempisse di contenuti ipotesi di riorganizzazione della geografia giudiziaria, sulla quali i territori si sarebbero potuto esprimere”.

A questo punto verrebbe quanto meno da chiedere perché la sindaca non ha voluto manifestare, tramite un suo rappresentante, le ragioni che affida, invece, ad un comunicato stampa, quindi si esprime con un mezzo del tutto estraneo alla Commissione, laddove l’organismo prevedeva proprio la sua audizione, tra le altre. La sua, a questo punto, è una diserzione, dalla quale si può ricavare l’impressione che serva proprio a far naufragare l’obiettivo stesso della Commissione.

Infatti ad avviso della sindaca si starebbe “percorrendo una strada meramente politica, forse perché le elezioni regionali sono alle porte. Malgrado il lavoro svolto finora, è bene ricordare che né la Regione né la Commissione sono competenti in merito alle determinazioni riguardo la geografia giudiziaria regionale, essendo di esclusiva prerogativa del Governo, al quale dovremo affidare e, dunque, promuovere le istanze”.

Forse bisognerebbe chiarire che se una Regione si fa interprete di esigenze del territorio e cerca di rappresentare la necessità di conservare tutti i suoi tribunali o una parte di essi non sarebbe tanto il caso di vestire gli abiti di pensosi costituzionalisti per dirimere i conflitti di competenza sulla geografia giudiziaria. Intanto occorre andare perché ci stanno gli altri e perché le istanze al Governo assumono altro valore se a sostenerle è una Regione rispetto a uno o due sindaci oppure anche rispetto a un Presidente del Tribunale e un Procuratore della Repubblica. Questo vuol dire fare politica e rispettare il proprio ruolo di sindaco e di rappresentante di un territorio che si concentra nel tribunale.

Una chicca è, poi, la conclusione di Casini: “Inoltre, già nella precedente audizione questa amministrazione, facendosi portavoce di un intero territorio, aveva avuto modo di apportare il proprio contributo depositando la delibera approvata dal Comune di Sulmona in un Consiglio straordinario, all’interno del Palazzo di Giustizia, unitamente a quella dei Comuni del territorio, esponendo in maniera chiara e determinata le motivazioni alla base di una battagli contro l’assurda ipotesi di taglio dei tribunali minori, senza voler essere trascinati in competizioni tra territori”. Sembra di sentire un annoiato Ingroia come lo rifà Crozza, quando gli chiede di esporre il suo programma e si sente rispondere: “Un’altra volta? Ma l’ho già esposto…”.

Che cosa significa che la posizione del Comune e del Consiglio comunale di Sulmona era stata già esposta e quindi, in sostanza, si poteva fare a meno di andare alla Commissione? Che si spreca, la sindaca, a esporre ancora?

La assenza, dunque, è tutt’altro che giustificata da motivi personali e denota quanto meno sfiducia nel ruolo della Commissione; quindi sarebbe stato più cristallino dirlo senza nascondersi dietro ai motivi personali. C’è qualcuno, oltre al sindaco, che vuole pervicacemente respingere la richiesta di collaborazione di Avezzano e la chiara proposta di conservare un tribunale con le due sedi, l’una a Sulmona e l’altra ad Avezzano. E sono le stesse persone che stanno piano piano costruendo il sarcofago di cemento sul tribunale, come trenta anni fa si costruì quello sulla centrale di Chernobyl. Sono quelli che non hanno nulla da perdere dalla soppressione del tribunale di Sulmona e dicono, come dicevano i pacentrani sul piroscafo che stava per inabissarsi: “E che la nave è la mia?”

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