La “stabilità” solo per i soliti noti

371

LO STUDIO DI RONCI SUGLI INCENTIVI ALLE IMPRESE

25 FEBBRAIO 2016 – Parla di una angheria ai danni del territorio del centro-Abruzzo e della Marsica il dott. Aldo Ronci nell’esaminare le conseguenze della Legge di stabilità 2016. Lo strumento legislativo prevede che alle imprese, che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone  assistite delle  regioni  Molise, Sardegna e Abruzzo,  a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre  2019  è attribuito un credito d’imposta nella misura che varia dal 10% al 20%.

“I beni strumentali  – osserva Roci – sono i  macchinari, gli impianti e le attrezzature e le zone assistite sono quelle previste dall’Art. 107,  paragrafo  3,  lettera  c) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e individuate dalla Commissione Europea  nella  Carta  degli  aiuti  a finalità regionale 2014-2020 del  16  settembre 2014.

I criteri che gli Stati membri dovevano utilizzare per designare le zone assistite (svantaggiate) fanno riferimento a problemi socioeconomici (PIL pro capite e disoccupazione); geografici (isolamento); strutturali (importanti cambiamenti strutturali e declino).

I Comuni della Provincia dell’Aquila scelti e inseriti nella Carta degli aiuti di stato a finalità regionale 2014-2020 del 16 settembre 2014 sono: L’Aquila; Caporciano; Collepietro; Fossa; Navelli; Poggio Picenze; Prata d’Ansidonia; San Demetrio ne’ Vestini; Scoppito; Sulmona.

La Regione Abruzzo ha individuato come zona assistita la sola area Aquilana e vi ha inserito nove comuni sui dieci prescelti mentre per il Centro Abruzzo (Valle Peligna, Valle del Sagittario, Valle Subequana e Alto Sangro) è stata inserita la sola Città di Sulmona e per la Marsica non è stato inserito nessun comune.

È evidente che la scelta fatta è aberrante perché esclude i comuni del Territorio Peligno che versano in uno stato di grave crisi economica e sociale e presentano degli indici di spopolamento, di invecchiamento e di dissesto idrogeologico fra i più alti d’Italia”.