L’AQUILA PENSA A MARSICA E VALLE PELIGNA PER IL PROGETTO DI CITTA’- TERRITORIO

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LE SORGENTI DEL GIZIO AL POSTO DELLA FONTANA LUMINOSA?

15 AGOSTO 2012 – La strategia dell’Aquila per l’espansione provinciale è più netta di quanto si pensasse. Se l’apertura ai comuni del reatino poteva sembrare una contromisura per l’ipotesi che Sulmona lasci il territorio aquilano per darsi a Pescara, l’assessore al turismo del capoluogo appenninico Lelio De Santis fa subito chiarezza e sul Centro di oggi informa che

 “Il Comune è da tempo al lavoro per realizzare la città territorio, capace di ricostruire un nuovo rapporto con Avezzano e la Marsica, Sulmona e la Valle Peligna e con il Sangro, ma anche capace di recuperare un rapporto coi Comuni del Reatino e del Cicolano, sottratti nel 1927 dal fascismo”.

Ora quello che ci preoccupa non è tanto il contrasto che L’Aquila oppone all’idea di Sulmona di passare a Pescara (chi ha gli artigli come l’aquila li usa), quanto questa idea di fare una città-territorio: visti i progetti della ricostruzione (tanto a pagare siamo noi con l’accisa sulla benzina) la città dell’Aquila sarà così estesa da coprire tutto il territorio? Il progetto non è inedito, visto che nel Novecento il centro urbano si è deglutito una decina di altri comuni riducendoli a frazioni. Che ora si facciano i nomi di Avezzano e Sulmona potrebbe significare il passaggio alla “fase-due”. Per l’arredo urbano invece della Fontana Luminosa useranno le sorgenti del Gizio (nella foto il fiume Gizio a Sulmona) e al posto della villa comunale la città-territorio recinterà il Parco nazionale?