Lavori di fabbro alla sede del Pd

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SI CAMBIANO SERRATURE PER RIAFFERMARE IL POTERE. E A DESTRA NON CI SONO NEANCHE CHIAVI CHE LIGITTIMINO LE SCELTE ELETTORALI

14 FEBBRAIO 2016 – Riprende dalla contesa sulla chiave di ingresso il regolamento di conti all’interno del Partito Democratico:

pare che in queste ore successive alle dimissioni (anche) del segretario del circolo e del capogruppo al Comune, la serratura sia stata cambiata due volte, sempre su ordine dei “quadri regionali” democratici. Non dovrebbe essere difficile accertare chi abbia diritto a possedere la chiave; sarà più difficile vedere in quanti torneranno a frequentare il circolo, che un anno fa aveva anche subito il distacco della corrente elettrica. Più arduo sarà, neanche a dirlo, designare un “dem” che sostenga il ruolo di candidato sindaco, dopo che di fatto il circolo è stato espropriato anche della sua funzione di coltivare le alternative, cioè di allevare chi fa politica. Per l’elezione dell’ultimo sindaco si è giocato di importazione, andando a prenderlo nell’Italia dei valori e in modo anche abbastanza burrascoso, con tanti ripensamenti e anche qualche insulto.

Campo deserto anche nell’area tradizionalmente avversaria, devastata da una esperienza che ha portato il vice-sindaco di Fabio Federico a fare da supporto al sindaco ora defenestrato dal Pd: roba così scottante da tenere lontani dalle urne coloro che credono ancora un po’ nelle ideologie e nella necessità di fare una scelta di fondo, prima che di strategie politiche. Si dice da una quarantina d’anni che le prossime potrebbero essere le elezioni amministrative delle liste civiche: ma dove mai si potranno trovare liste civiche più di quelle che girano attorno ad un candidato così libero e giocondo da non sentire il dovere di spiegarsi prima di passare all’avversario? Semmai sarebbe il tempo che le liste civiche terminassero la loro esperienza…