LE INCHIESTE? ROBA DA GIORNALISTI…

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13 MAGGIO 2015 – Il TG3 ha ripreso con ampio risalto la notizia-bomba della prima pagina (e delle pagine 2 e 3) del “Fatto quotidiano” di oggi in merito alle dichiarazioni di due giudici popolari su come si sarebbe svolta la camera di consiglio del processo sulla discarica di Bussi. E’ già di per sé curioso che, con una sede regionale grande e grossa come quella di Pescara, un giornale arrivi secondo su una notizia così eclatante, con particolari che sono da Corte d’Assise non solo perché riguardano lo svolgimento della camera di consiglio di un processo in Corte d’Assise, ma perché involgono eventuali reati commessi da giudici che, se non proprio da suprema Corte criminale, non sono meno gravi sotto il profilo morale di una banda armata o di attentato contro la Costituzione dello Stato o di intendenza con il nemico, riuniti sotto il vincolo della continuazione. Ci sarebbe da chiedersi perché due giudici popolari, avendo a disposizione una sede Rai grande e grossa a Pescara, si sentano più tranquilli a parlare con “Il Fatto” e una risposta potrebbe venire dall’impostazione giornalistica dell’una e dell’altra testata, oppure dal modo con il quale fanno le interviste ai governanti.

Ma tutto questo ha un’importanza relativa. Invece bisogna apprezzare la riflessione sul “buco” (nel gergo della stampa si chiama così l’assenza di un giornale su una notizia importante) e il rimedio subito allestito con vari servizi in apertura di trasmissione, a conferma che la notizia c’era tutta. Di questo passo, il TG3 potrebbe parlare dell’argomento lanciato da Remo Croci su tutte le reti Mediaset in diretta di mattina mentre si trovava L’Aquila poco prima della sentenza di primo grado sulla Casa dello Studente. Carte alla mano, era emerso che una legge del 1962 assegnava a L’Aquila una categoria sismica più blanda di quella di Sulmona e di Avezzano, che hanno la stessa storia sismica del capoluogo. Così a L’Aquila si sono potuti costruire palazzi che resistevano ad una accelerazione di 0,25 (il massimo è 1), mentre a Sulmona e ad Avezzano la legge assegnava una categoria per la quale i fabbricati dovevano resistere ad una accelerazione di 0,50. Così: tanto per costruire case più alte e per non perdere la sede di capoluogo di regione.

Dopo il lancio di Remo Croci, né il TG3, né le altre testate hanno rimediato al “buco” e sciorinano sempre gli stessi servizi lacrimogeni sul terremoto che ha ucciso. Ad uccidere sono stati quelli che hanno voluto dare le… ali allo sviluppo edilizio di L’Aquila truffando sulle categorie sismiche. E probabilmente, a cercarli nei resoconti dei lavori parlamentari, si troverebbero pure nomi e cognomi. Ma è roba da giornalisti…

Nella foto del titolo la zona ricca di verde, a Bussi Officine, confinante con l’area contaminata dalla discarica dei veleni