BUSSI: DAL BUCO GIORNALISTICO AL FORUM DELLE ACQUE

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PARADOSSALI REAZIONI DELL’ABRUZZO ALLA FUGA DI NOTIZIE SUL PROCESSO DEL SECOLO

14 MAGGIO 2015 – Continuano gli exploit del TG3 sulla notizia delle presunte pressioni esercitate verso due giudici popolari nel processo per la discarica di Bussi (nella foto il Fiume Pescara proprio nel punto dove lambisce la discarica di veleni interrati).

La sede regionale della Rai oggi aveva a sua volta due scoop: l’intervista a Legnini, vice-presidente del Consiglio Superiore della magistratura, che ha detto cose molto decisive: “Non posso dichiarare niente”.

Lo scoop con il vice-presidente del Csm

Per fare questo scoop, una troupe intera è andata in uno dei tanti convegni ai quali interviene il sen. Giovanni Legnini. Niente male: riprendere il vice-presidente del Csm che dice la cosa più ovvia che possa dire su una indagine del Csm è l’applicazione diretta delle regole del giornalismo.

Ma un altro servizio ha consentito di fare di meglio: praticamente scorrevano sul video le immagini delle pagine del “Fatto quotidiano” (che ha fatto lo scoop ieri) con una mano furbissima che ripassava con l’evidenziatore i righi di: titolo, occhiello e sommario. Quando si dice il giornalismo di strada… Quando si dicono le rivelazioni eclatanti.

L’uso incisivo dell’evidenziatore

Meglio del TG3 fanno le associazioni ambientalistiche. De Santis, pure intervistato dal TG3, ha giocato l’asso della manica. Ha detto di aver presentato alla Procura della Repubblica una denuncia cautelativa. Cautelativa da che cosa? C’è un genere nuovo delle denunce? Supponiamo che per qualche strana scucitura del sistema giudiziario si riuscisse a indagare sui contenuti di una camera di consiglio in un processo penale:  De Santis otterrebbe un risultato diverso se avrà presentato una denuncia cautelativa rispetto a quello che avrebbe ottenuto presentando una denuncia e basta?

Ci sembra che questa vicenda dello scoop del “Fatto” sia l’esatta rappresentazione del punto di non ritorno della società abruzzese in materia di tutela dei diritti della collettività. Per creare il caso deve venire l’articolo di un giornale che in Abruzzo non ha neanche una redazione; per rimediare a questo “forum”, cioè a questo esempio di buco eclatante, arrivano i “forum dell’acqua” che non  fanno una denuncia, ma una “denuncia cautelativa” (forse l’avranno scritta cautelandosi per non essere chiamati a rispondere di calunnia, cioè non scrivendo niente; per togliere questo dubbio una copia potevano pure farla avere…). Ma uno che si alzi e dica qualcosa… di incautelativo  non c’è?

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