“LE METAMORFOSI COME MIGLIORE COMPAGNIA IN UN’ISOLA DESERTA”

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La più recente edizione delle “Metamorfosi”, a cura di Sermonti

MAZZUCCO RISPONDE AL SONDAGGIO TRA SCRITTORI CONTEMPORANEI DI “ROBINSON”

26 NOVEMBRE 2017 – Se dovesse portare un libro in un’isola deserta, la scrittrice Melania Mazzucco sceglierebbe le “Metamorfosi” di Publio Ovidio Nasone; e lo spiega a “Robinson”, inserto letterario di “Repubblica”.

Sono molti gli autori contemporanei che esprimono una propria preferenza: “Ma quando leggiamo un libro, è con l’autore in realtà che trascorriamo il tempo. Non coi suoi personaggi – risponde Melania Mazzucco, che ha scritto, da ultimo, “Io sono con te. Storia di Brigitte” (Einaudi) – E’ lui a parlarci, sua la voce che ci risuona dentro. Ecco, sull’isola deserta sarà piacevole trascorrere il tempo con Ovidio. Non mi annoierà neanche lui, mai. E checchè ne dicano i moralisti e i parrucconi, l’uomo è intrigante quanto lo scrittore. Amante esperto, marito appassionato e padre orgoglioso, ha avuto successo ed ha perso tutto, ed è stato più grande quando era nessuno in un villaggio tra i Geti di quando era l’acclamato poeta di Augusto alla corte di Roma. Uno che sull’isola deserta, in un paese alla fine del mondo, c’è finito davvero.” Mazzucco giunge a queste osservazioni dopo aver descritto le “Metamorfosi: “Migliaia di versi, un poema che non vuole finire mai, protagonisti eroi, donne, dèi e cani, mostri, alberi e uccelli: non potrei trovare compagni di avventura meno noiosi. Storie che trascinano in ogni parte del mondo, ed anche sottoterra, in cielo e in mare; nel trapassato remoto dell’umanità come in anni molto vicini a chi scrive – insomma, è come se in quei XV libri fosse caduto dentro tutto ciò che esiste, è esistito, ed esisterà, nella realtà come nell’immaginazione. Nessuno sta fermo, tutti bramano qualcosa, nessuno si accontenta di essere ciò che è, nemmeno gli immortali. I personaggi delle Metamorfosi, talmente tanti da popolare una città, mi sono familiari come vecchi amici”.