Per la Camera Sulmona voterà con Pescara

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IMPORTANTI INNOVAZIONI NEI COLLEGI ELETTORALI

Non è senza significato che l’imponente facciata dell’Annunziata è rivolta verso Pescara

25 NOVEMBRE 2017 – Rivoluzione nei collegi elettorali in vista delle prossime elezioni politiche: Sulmona voterà per la Camera dei Deputati con Chieti, Pescara e Vasto, mentre voterà per il Senato con L’Aquila e Teramo.

Si realizza una prima, importante fase del collegamento di Sulmona con Pescara, da molti auspicato e continuamente represso dalle segreterie dei partiti politici che, per dinamiche connesse alla reiterazione di posizioni di potere e clientele, hanno sempre tirato il freno a mano su ogni riforma del territorio. La proposta di collegare Sulmona a Pescara, anche attraverso il transito del centro-Abruzzo nella provincia di Pescara è stata recepita come la vera, naturale ratifica degli assetti sociali diversi rispetto a quelli del XVII e XVIII secolo, dai quali è scaturita la collocazione di un capoluogo di provincia del tutto anacronistica.

Il dazio che l’Abruzzo interno ha dovuto pagare in questi 150 anni è stato tutto a favore della sopravvivenza di uffici e imprese per dare ossigeno ad una realtà in via di definitiva asfissia (dato lo sviluppo della costa abruzzese). Ora l’opportunità di votare insieme ai pescaresi è importante per segnare un definitivo collegamento con una città ed una zona dinamiche e autonomamente proiettate vero lo sviluppo che può passare anche attraverso lo scambio di risorse con la Valle Peligna.

Il prossimo passo sarà, speriamo, quello di eliminare la provincia di Chieti, che a sua volta, parallela a quella dell’Aquila, costituisce l’altro anacronismo, retaggio della ripartizione di ambiti amministrativi di un tempo: è inconcepibile tenere un tribunale, modesto e ormai ridotto all’osso, a dieci o quindici chilometri da quello di Pescara (secondo per grandezza di struttura, in Italia, solo a quello di Torino).

Votare per gente di Pescara significa uscire dal giogo della città dell’Aquila che ha sempre vampirizzato sia Avezzano che Sulmona: significa intavolare un dialogo che passi per il riconoscimento delle peculiarità di Sulmona come realtà storica e artistica che si pone in primo piano rispetto a Pescara e a tutto il resto della provincia. Poi si tratterà di capire perché mai al Senato dovremo votare insieme ai teramani, che già appartengono, concettualmente e geograficamente, alle Marche; ma i passi vanno gradati e la soddisfazione di non partecipare allo scempio della ricostruzione in una città parassitaria (per subirne tutte le ingiustizie, ad incominciare dalla perimetrazione del “cratere sismico” sul quale sorprendentemente la magistratura non ha neppure indagato) è, per il momento, quasi incontenibile.