E SULMONA AVREBBE MILLE RAGIONI PER PASSARE A PESCARA
3 agosto 2012 – E’ tutto un fermento di iniziative per ridisegnare i confini delle province, di quelle che stanno per essere soppresse. Tentano di salvarsi: Terni, che vorrebbe incorporare Spoleto, o almeno Foligno, strappandola a Perugia; Benevento, che va a caccia in territorio di Caserta; Treviso che
vuole qualcosa dalla provincia lagunare, tra le più belle d’Italia; Latina si appresta a sferrare l’attacco per Anzio e Nettuno. Feliciano Polli, Aniello Cimitile, Leonardo Muraro, Armando Cusani; sono questi, nell’ordine, i presidenti delle province che lottano per la sopravvivenza.
Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, per ora non propone nuovi confini. Ma è quello che in Abruzzo rischia più di tutti, perchè per paradosso una provincia grande come Chieti avrebbe un capoluogo che, rispetto a Pescara, non ha nulla: né aeroporto, né super-stazione ferroviaria, né porto, e via escludendo.
Sulmona avrebbe tutto da guadagnare da una ricomposizione dei confini tra Pescara e L’Aquila. Sarebbe il secondo centro della provincia, ma soprattutto l’unico veramente antico e artisticamente insuperato; l’unico con un contorno di montagne anche di alta quota, con impianti di risalita che sono già un parco dei pescaresi. Sotto il profilo commerciale e industriale, poi, Sulmona, Pratola, Raiano, Roccaraso dipendono tutte dalla città di D’Annunzio. Pescara sarebbe la finestra di questo territorio sull’Adriatico, collegata addirittura da una autostrada e, subito dopo, da una superstrada fino all’Alto Sangro (la strada statale 17 che può smaltire bene ogni traffico). Così si sconfiggerebbero le velleità di Castel di Sangro, di Roccaraso, di Rivsondoli, di Pescocostanzo, di passare alla provincia di Isernia che, seppure più vicina, non avrebbe mai il richiamo che ha l’Abruzzo per quelle popolazioni. E questi nuovi collegamenti avvicinerebbero l’Alto Sangro al capoluogo Pescara. L’aumento di popolazione che Sulmona porterebbe in dote consentirebbe a Pescara di salvare la sua provincia, come pure l’estensione del territorio. Sulmona riconquisterebbe le parti del circondario del tribunale che nel 1927 passarono a Pescara (Torre de’ Passeri, Bussi, Popoli) e avrebbe qualcosa di più perchè il problema del tribunale di Pescara è quello di alleggerirsi.
Insomma, gli argomenti sono tanti che si finisce con il pensare che sono troppi: che, cioè, di fronte a tante inconfutabili ragioni, il passo decisivo non si farebbe perchè la razionalità e la funzionalità delle soluzioni non è tra gli obiettivi della riforma delle province.






