Lelio De Santis alla prova del telepass

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CAMBIA PARTITI E VERITA’ STORICHE COME ENTRA E ESCE DALL’AUTOSTRADA

29 GENNAIO 2016 – Si riaffaccia Lelio De Santis, cacciato dal sindaco Cialente dalla giunta dell’Aquila

e, quindi, per il solo fatto di aver partecipato ad una giunta aquilana, tipico esemplare di campanilismo. Dimenticatosi che per portare l’autostrada a L’Aquila fu sfondato il Gran Sasso e inventato un tratto di A24 assolutamente inutile e costoso più di ogni altra strada europea, De Santis sostiene che sarebbe il caso di pensare con obiettività alla ipotesi di costruire un’alternativa alla autostrada in Valle Peligna, perché (udite, udite) quando fu tracciato l’itinerario della A25 prevalsero le influenze politiche della Valle Peligna a discapito della corretta direttrice che avrebbe dovuto prendere una moderna autostrada.

Chissà chi gliela avrà raccontata così. Chi c’era a quei tempi, ricorda senz’altro che il tracciato fu ricalcato tra quelle vallate e su quei valichi che da duemila anni conducevano il traffico dal Tirreno all’Adriatico, cioè secondo la Tiburtina-Valeria. In più, il transito per la Valle Peligna era imposto da esigenze di collegamento del grosso traffico commerciale con la Campania e, quindi, di raccordo con la SS17 per Roccaraso, tanto è vero che, in questi quarantacinque anni da quando fu aperto lo svincolo di Pratola Peligna con il relativo casello, i livelli di intensità del traffico dei tir sono i più sostenuti tra le strade abruzzesi, inferiori solo a quelli della SS16 “Adriatica”.

Chi progetta le autostrade e chi le costruisce deve prima di tutto assecondare queste esigenze (e quelle del traffico commerciale innanzitutto). Lelio De Santis, socialista convinto e intollerante ai tempi di un certo Partito Socialista Italiano, oggi segretario regionale dell’Idv, non meno intollerante quando si tratta di bacchettare gli altri solo perché portano idee diverse, invece di spiegare perché si dovrebbero costruire sette gallerie chiudendone altrettante (e soprattutto una, quella di Cocullo, tra le meglio realizzate della rete viaria italiana), marchia come “campanilisti” quanti hanno osato reagire al progetto di Toto che riuscirà a far risparmiare, se tutto va bene, meno di dieci minuti di percorrenza tra Pescara e Roma, quando il problema dei collegamenti tra Abruzzo e la capitale sta tutto oltre la barriera di Lunghezza, perché lì si ferma il traffico di ogni mattina e lì stenta a partire il flusso oggi pomeriggio. E con aggravi di mezz’ora, non di dieci minuti.

Se De Santis è abituato a uscire dai partiti e dalle giunte come prende le uscite autostradali, non per questo, finito il numero delle possibilità esistenti su un tronco autostradale, ne deve caldeggiare la costruzione di un altro. Si munisca di un telepass per ogni volta che cambia idea o subisce un’espulsione e soprattutto non gonfi palloni che non passano al telepass della logica.