Il Governo si esprime sulle devianze della A25

290

NENCINI OGGI NELL’AULA CONSILIARE 

29 GENNAIO 2016 – Il vice-ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pietro Nencini, parteciperà ad un incontro organizzato dal Comune di Sulmona nell’aula consiliare oggi alle 16,30.

Per l’amministrazione di Palazzo San Francesco sarà presente il vice-sindaco, avv. Luisa Taglieri, che sottolinea come sarà l’occasione di esaminare le tematiche legate ai trasporti nel territorio.

Il governo si appresta a considerare il progetto di deviare il tracciato della autostrada A25 su un “braccio” che prevede il collegamento tra Bussi e Collarmele per eliminare quello che attualmente transita in Valle Peligna. E’ una prospettiva che vede impegnato lo stesso presidente della giunta regionale, D’Alfonso, e quindi la stessa coalizione di maggioranza della quale fa parte il vice-ministro Nencini.

Se quella di D’Alfonso è una fuga in avanti o addirittura un’uscita di strada rispetto ai programmi governativi potrà dirlo sin da oggi il rappresentante delle “Infrastrutture”: dovrà dire, per esempio, se il governo ritiene concepibile che importanti opere come il traforo di Cocullo e i molti chilometri di viadotti fino all’uscita di Pratola-Sulmona debbano essere abbandonati e, quindi, distrutti, per assecondare un progetto che, secondo quanto è stato affermato, avrebbe il suo maggior pregio nella opportunità di occupazione “per diecimila posti di lavoro” per un tempo limitato.

Peggio della centrale di pompaggio del gas, questa “infrastruttura” avrebbe il significato di una imposizione per tutto il territorio, una autentica devianza più che deviazione: già hanno espresso una ferma opposizione il presidente della provincia, anche nella sua qualità di sindaco di Pratola, la comunità di Popoli, il WWF. Al di là della “scheda tecnica” che riguarderebbe i tre o quattro trafori previsti per questa deviazione (con costi che nella ipotesi più contenuta sarebbero di sei miliardi di euro), Nencini ha il dovere politico di affermare se le opere pubbliche in un contesto democratico debbano essere realizzate contro il territorio che attraversano, senza benefici sostanziali per l’utenza e solo per occupare forza lavoro.

Se, poi, vorrà elevarsi solo un po’ rispetto alla miope progettualità della Regione Abruzzo, dovrà anche considerare lo sperpero di risorse nazionali per il completamento della “fondo valle Sangro” da Castel di Sangro ad Atessa, assurdo doppione tanto della “Bifernina” che della SS17 fino al casello di Pratola e l’autostrada per Pescara; oppure lo stucchevole “raccordo” ferroviario progettato per evitare lo scalo di Sulmona nel tracciato da Pescara a L’Aquila per realizzare un risparmio di cinque minuti su un tempo di percorrenza di circa centoventi minuti.