L’ESEMPIO DEL ROTARIANO PAUL HARRIS E LA PRATICA DI OGGI

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“SIA DATO ASCOLTO ANCHE ALL’ALTRA PARTE”; MA IL PRECETTO E’ DEL TUTTO OSCURATO, ANCHE SULLE SCELTE CHE VARRANNO PER LE FUTURE GENERAZIONI

“Due giorni fa la Snam è stata a Sulmona in incognito – osserva il “Coordinamento per il clima fuori dal fossile”-  Su invito del Rotary Club ha finalmente svelato la verità ad un uditorio attento e molto selezionato. La centrale di compressione non è affatto quell’ecomostro tanto vituperato. Pensate: inquina tanto quanto un edificio di quattro piani. L’area archeologica di Case Pente? Tutto merito della Snam averla scoperta. Sarà valorizzata e addirittura sarà possibile visitarla. E l’ambiente? Sarà migliorato. La centrale verrà dipinta con colori armonizzati con il paesaggio e saranno piantati lungo l’Appennino un milione e mezzo di alberi. Altro che devastazione del territorio! Vedrete che alla fine la centrale e il metanodotto saranno l’ottava meraviglia, più ammirata del Mausoleo di Alicarnasso. Ovidio, c’è da giurarci, ne sarebbe stato entusiasta. Ma allora, se non fa alcun danno, anzi fa solo bene, perché mai la Snam dovrebbe pagare delle compensazioni? Bella domanda. Perché la Snam è generosa. Non solo vuole lasciare il nostro territorio meglio di come lo ha trovato, ma vuole donare alla città un suo contributo per risollevare la nostra depressa economia. A svelare il retroscena della trattativa (al posto del Sindaco Tirabassi, che continua ad osservare il più religioso silenzio) è l’ineffabile imprenditore Gianni Cirillo” al quale il “Coordinamento” rimprovera di aver preso le parti della Snam già dai tempi della giunta del sindaco Federico. “Cirillo è stato intervistato ieri nella trasmissione locale “Benvenuti a bordo della Snam”, specializzatasi ormai nell’essere la portavoce della multinazionale. Cirillo, che svolge la sua attività professionale in un settore affine a quello della Snam, ha confermato in pieno ciò che noi avevamo già rivelato. La trattativa segreta c’è e si parla di 3 milioni di euro. Un po’ pochini, però, afferma oggi l’ex assessore, visto che già 15 anni fa, a suo dire, egli riuscì a strappare alla potente Snam la promessa di 3 milioni e mezzo. Perciò Cirillo spinge il Sindaco ad essere un po’ più audace nelle richieste. Qualcosina in più, visto che la Snam è tanto brava”.

Dal comunicato del “Coordinamento per il clima fuori dal fossile” apprendiamo che il Rotary, un “club per il servizio”, ha organizzato una serata per dare modo alla Snam di illustrare il metanodotto. E’ curioso che in questa ansia per il servizio al contesto sociale nel quale dovrebbe operare il Rotary, sull’esempio del giovane avvocato di Chicago, Paul Harris, che lo fondò nel 1905, il club di Sulmona non abbia ritenuto di invitare qualcuno che fornisse anche una visione diversa. Paul Harris dette vita al Rotary chiamando, per le colazioni di lavoro, un rappresentante per ogni categoria professionale, onde tutti fossero informati sul modo migliore per intervenire socialmente, per realizzare, quindi, il “servizio”: “ottiene maggiore vantaggio chi serve di più”.

Su questa impostazione il Rotary di Sulmona, ai tempi di Otello Pizzuti presidente, si proiettò con maggiore slancio sui temi che avrebbero qualificato la presenza rotariana nella società: organizzò una serie di iniziative per la salvaguardia della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone, sull’esempio di quello che aveva fatto un altro rotariano, Aldo Di Benedetto, negli anni precedenti per il problema autostradale; organizzò il primo “Handycamp”, cioè dieci giorni per un campeggio riservato ai portatori di handicap a Caramanico, idea e pratica che furono ripresi da tutti i rotariani d’Abruzzo per molti anni. L’anno successivo il Rotary chiamò a raccolta tutti i presidenti dei clubs interessati alla soppressione dei tribunali e tutti i presidenti di quei tribunali in bilico, con il prestigioso intervento del sen. Claudio Vitalone e con un messaggio di Giovanni Leone, docente di procedura penale e già Presidente della Repubblica, il quale nella lettera inviata al presidente del Rotary, dava atto di aver rivisto le proprie convinzioni sugli uffici giudiziarii minori, pervenendo alla conclusione che andassero potenziati, invece che soppressi. Era, quella lettera, una pietra miliare, una svolta nella battaglia per una diversa geografia giudiziaria. Il Rotary di quegli anni d’oro chiamava a conferire il proprio contributo i protagonisti di progetti anche culturali che potessero risvegliare l’idea di partecipazione sociale.

Ora di tutto questo è rimasto un… microfono alla Snam, senza alcun interlocutore che potesse fornire una interpretazione diversa, in un contesto di particolare apprensione per il destino ecologico ed industriale della Valle Peligna. “Audiatur et altera pars”: sarebbe l’imperativo categorico delle… categorie sociali di Paul Harris, perché ogni professionista fosse addentro una tematica di intenso rilievo sociale e potesse agire da persona consapevole perché informata; questo era il succo delle conviviali, da distinguere dalle cenette tra amici. Lo scollamento dalla società nella quale è immerso è il più evidente tradimento della impostazione di Paul Harris. Non si si fa un buon servizio se si diventa cassa di risonanza di una sola componente di una contesa sociale; soprattutto non si avverte la responsabilità verso le nuove generazioni che dalle installazioni del tipo della centrale di spinta di Case Pente subiranno danni ingenti e irreversibili. E non sono messe in condizione di saperlo adesso, se si invitano a parlare soltanto quelli che la centrale vanno costruendo.

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