LO STATO NON SA CHE DEVE CHIEDERE IL RISARCIMENTO

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SCONCERTANTI RISPOSTE SULL’AZIONE CIVILE PER LA DISCARICA DI BUSSI

23 GIUGNO 2015 – Ridotta a sala di lettura del quotidiano “Il Fatto”, la stampa regionale arriva sempre con un giorno di ritardo nelle notizie clamorose che avvolgono il “dopo sentenza” di Bussi

(cioè il processo per la discarica più grande d’Europa in quanto a veleni chimici): nella foto il Pescara accanto all’autostrada Roma-Pescara all’altezza di Bussi Officine, dove sono state interrate migliaia di tonnellate di veleni.

La notizia di oggi, data in esclusiva ancora per la bravura del giornalista Massari, inviato speciale anche nella questione scabrosissima delle pressioni denunciate da due membri della Corte che avrebbero voluto condannare gli imputati, riguarda il ritardo con il quale l’Avvocatura dello Stato procederebbe per la notifica di un atto di citazione volto al risarcimento di oltre un miliardo di euro di danni proprio per la discarica che fu allestita negli anni Sessanta, o forse anche Settanta e probabilmente Ottanta.

L’atto sarebbe pronto dall’aprile 2014, ma sarebbe sempre in attesa di rifiniture. Massari riferisce anche di aver contattato il nuovo avvocato generale dello Stato, Massimo Massella, che ha risposto : “Non abbiamo ancora scritto l’atto di citazione ma stiamo lavorando con le amministrazioni interessate per procedere in questo senso”. Massari insiste, dicendo di sapere che l’atto era pronto da un anno e Massella cade dalle nuvole: “I miei colleghi non mi hanno mai riferito che in precedenza era già pronto un atto di citazione. Sono certo solo di un fatto: stanno completando l’istruttoria  prima di procedere”.

Socrate diceva: “So una sola cosa: quella di non sapere”. Massella è più moderato e dice di non sapere che un atto di citazione era pronto. Niente male per chi ha la gestione delle pratiche dello Stato e di altri enti pubblici. Ora bisogna vedere se il trascorrere del tempo faccia bene o male alla richiesta di risarcimento. In genere fa male; e quali cittadini di questo Abruzzo strapazzato con i veleni abbiamo diritto di sapere se ci sono state delle omissioni o dei colpevoli ritardi; oppure se (anche questo può essere) tutti i diritti al risarcimento civile si erano già prescritti prima che incominciasse il processo penale (a questo punto farebbe ridere la costituzione di parte civile di Stato, Regione, con tanto di comparsata in aula di Luciano D’Alfonso e dei Comuni dell’area pescarese, con tanto di comparsata in aula e aggiunta di striscia tricolore dei sindaci.

D’Alfonso non dice neanche di non sapere. Non dice niente, neanche se tempestato di domande e di chiamate al cellulare dello stesso giornalista Massari.

Intanto il TG3 batte impietoso sulle vicende giudiziarie e domenica ha dato la notizia di una indagine già pubblicata dal “Centro” sabato: ma niente di che, solo il cappello per una lunga intervista a Stefania Pezzopane che forse sente avvicinarsi il periodo delle nuove elezioni e torna a fare politica, più precisamente campagna elettorale.

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