TRAMONTO SU SULMONA E SUI SUOI TRADITORI

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SCONCERTANTE VOTO DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I POLI DI ATTRAZIONE

23 giugno 2015 – E’ un tramonto insolitamente acceso quello di questa sera alle 20,40, alle spalle del campanile dell’Annunziata e al termine di una giornata devastante per il futuro della città. Il Consiglio regionale ha respinto, a maggioranza risicata, ma pur sempre con una maggioranza, la risoluzione che impegnava la giunta a revocare la delibera sui poli di attrazione regionale, recante l’esclusione di Sulmona. Significa che tutto quello che avrà il contenuto di infrastruttura cittadina, compreso l’ospedale, sarà estirpato da questa città, perché sarà localizzato, appunto, nei poli di attrazione.

Il consigliere Gerosolimo, insieme ad altro consigliere del suo stesso gruppo, aveva proposto la risoluzione, puntando dritto a far mancare il sostegno al presidente Luciano D’Alfonso. Può essere stata una mera manovra politica per alzare il prezzo della sua partecipazione; ma, seppure è stata questo, aveva il pregio di provocare una riconsiderazione e, quindi, forse anche il salvataggio. Critici nei confronti di Gerosolimo per tutto quello che non ha fatto nella ricerca spasmodica di un posto da assessore, i Sulmonesi possono prendere atto di questo gesto e sentirsi, almeno su questo profilo, rappresentati ancora in Consiglio. Forse è tardi, forse il tramonto è irreversibile.

Ma se è tardi, le responsabilità vanno prima di tutto ricercate nella devastazione che Luciano D’Alfonso sta compiendo da un anno ad oggi, isolando Sulmona dai traffici ferroviari, stradali, togliendole il punto-nascite, ridendo del tribunale perché sostanzialmente un progetto di lancio della città-informatica è al palo ed è servito quale specchietto per le allodole. Bella tattica quella del comitato per il punto-nascite di accogliere D’Alfonso in sala consiliare e poi di colloquiare con sorrisi e scambi di battute al tribunale. Dilettanti allo sbaraglio, tranne uno, Luigi La Civita, che ha cercato di fondare la sua prossima campagna elettorale su questa occupazione da operetta (la sala era per lo più vuota durante il giorno), mentre il compagno di partito, Gianni Chiodi, si preparava ad astenersi proprio sul voto di oggi. Sì, proprio così: con un discorso da Unni e Vandali tenuto da Luciano D’Alfonso, neanche l’opposizione ha votato compatta e Chiodi si è dimostrato possibilista, segno che Forza Italia è immersa fino e oltre i capelli nel disegno di devastare quest’area interna. Campagna elettorale già saltata, dunque, anche per Luigi La Civita, che porta il fardello di questo mezzo voto (l’astensione) dal valore di voto pieno perché non ha impedito la sopraffazione del presidente della giunta.

Il tramonto di questa sera, dei minuti scorsi, speriamo cada anche sulle tattiche da dottor Stranamore di chi pensa di portare D’Alfonso sulle proprie strategie e lo accoglie con i guanti e con il red carpet all’ingresso di Sulmona. Speriamo che il buio della notte almeno queste scene da quaglie cretine ce le risparmierà per il futuro.