Sconci al Rotary:”Nella psichiatria si può tornare a sperare”

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BORSE DI LAVORO E DIGNITA’ RICONQUISTATA

24 GIUGNO 2015 – “Ricevere un emblema che reca l’immagine di Ovidio è per me motivo di grande emozione.

Ovidio mi ha insegnato i temi della vita. Penso che sia stato uno degli uomini più grandi. Sono fiero di lavorare in una città che lo considera un suo vanto”. Così questa sera il dott. Vittorio Sconci, direttore del dipartimento di salute mentale della Asl di L’Aquila-Sulmona ed Avezzano, ha ricevuto  il gagliardetto del Rotary di Sulmona, al termine di un pomeriggio dedicato al progetto delle “Borse di lavoro”, escogitate da Sconci per un reinserimento graduale delle persone sottoposte alle cure del dipartimento. 

Sconci non si è lasciato andare al pessimismo che sembra travolgere, dal 1910 con le parole di un medico che sposò profondamente la condizione degli alienati, coloro che lavorano e studiano a contatto con “la sofferenza, che non ha limiti, che può essere conosciuta solo da chi la percepisce”. Ha studiato ed applica la formula delle borse di lavoro per incentivare enti e privati, anche società, a condividere il percorso di chi si reintroduce nella società: “ma con una persona del servizio pubblico che sappia condurre quello che appare un esperimento, che sappia far da tutor se necessario, e che non abbia facili atteggiamenti di paternalismo”.

Il relatore ha parlato di Sulmona come di un ambiente molto attento e fertile, nel quale sono stati già realizzati circa sessanta progetti: “non tutti riusciti, ma tutti perseguiti con determinazione”. Le “borse di lavoro” si concretizzano con una convenzione, della quale il dott. Sconci ha dotato il Rotary: una sorta di salario minimo he “dia la dignità del lavoro non fine a se stesso, non impegnato solo per passare il tempo lungo della giornata del disagio, secondo la ergoterapia del secolo scorso (che pure segnò un progresso rispetto alla semplice detenzione in manicomio), ma per dare un ruolo nella società, con la riscoperta di una dignità della persona che riprende, o acquista, una immagine di sé”.