RIMASTO SENZA MAGGIORANZA, SE LA PRENDE CON AQUILANTE GEROSOLIMO
11 APRILE 2015 – Secondo round tra Luciano D’Alfonso, presidente della giunta regionale, e la comunità sulmonese che giovedì pomeriggio ha fatto deglutire all’esecutivo una mozione
per impegnarlo ad annullare il decreto di soppressione di quattro punti-nascita in tutta la Regione. Abbandonando i sorrisi di facciata, D’Alfonso ha subito convocato un “ridotto” del Consiglio per costringere i componenti della maggioranza a sottoscrivere una risoluzione e per sostanzialmente rimangiarsi l’atto di coraggio. C’è riuscito al punto tale che proprio i quattro intrepidi dissidenti figurano primi firmatari della clamorosa inversione di rotta, sottoscritta quando già la rappresentanza di cittadini sulmonesi era risalita sui pullman e stava facendo rientro in città. Adesso Gerosolimo (uno dei quattro) sta balbettando improbabili chiavi di lettura per conquistarsi un salvacondotto e rientrare a Sulmona.
Il nuovo colpo di gong oggi dovrebbe essere assestato in un convegno al quale in teoria dovrebbe partecipare D’Alfonso: si parlerà della statua a Ovidio in Piazza XX Settembre, ma quello che è successo giovedì rischia di far passare in secondo piano tutte le relazioni e la stessa presenza di Franco Marini, presidente del comitato per le ricorrenze di rilievo nazionale. Nulla di male, visto che restringere Ovidio ad avvenimento nazionale significa ridurlo ad evento da sagra paesana.
Meglio parlare dei modi e dei sistemi di governo del sorridente, ma irascibile Luciano D’Alfonso, che ai partecipanti alla pacifica manifestazione di giovedì ha fatto sapere che per ogni mille assiepati davanti all’Emiciclo aquilano ce n’erano un milione in tutta la regione, senza chiedersi se quel milione sta dalla sua parte e dandolo per scontato con molta imprudenza. La realtà del voto, di lì a un paio d’ore dopo, ha dimostrato che proprio la sua maggioranza è un’armata Brancaleone e, come nel film di Monicelli, Brancaleone se la prende con il cavallo Aquilante e lo riempie di legnate, in modo maramaldo e sconcio.
D’Alfonso oggi pomeriggio non avrà dalla sua la polizia che giovedì ha impedito il pacifico ingresso dei manifestanti nell’aula consiliare; né si potrà impedire a Sulmonesi affascinati dal mito del loro Publio Ovidio Nasone di entrare in un hotel a sentire le relazioni, alcune dotte, altre un po’ meno, a due anni dal bimillenario della morte del loro paladino. Nè vorrà impedirlo il presidente della associazione Ares che ha organizzato il convegno e potrebbe almeno in questo modo uscire dalla opacità dell’immagine di un sodalizio che lavora nel chiuso degli alberghi. Il padrone di casa è Santacroce, verace pratolano che venerdì ha festeggiato i venti anni di “Meeting” e che proprio ad Ovidio ha intestato un altro albergo, a Sulmona. Quindi, c’è attesa per sapere se D’Alfonso ricorrerà ai suoi metodi di prepotentello di provincia e si farà scudo di Aquilante Gerosolimo.






