LUMINARIE DELLO SPIRITO NELL’ABBAZIA CELESTINIANA

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APERTO A  CAPODANNO E DI DOMENICA UNO DEI COMPLESSI PIU’ GRANDI D’EUROPA

19 DICEMBRE 2013 – Bando ai fuochi d’artificio e alle luminarie, alle ubriacature e ai cotechini: questo potrebbe essere un vero Natale spirituale per tutti quelli che sono stati espropriati del 67% del reddito prodotto (lavoratori autonomi e imprenditori) o del 50% (lavoratori dipendenti che pare reggano l’Italia).

Gli acconti Irpef del 2 dicembre e quello IVA del 27 dicembre lasciano tanta voglia di rifarsi divertendosi nel senso etimologico del termine: aliud vertere, guardare ad altro, quasi far finta di niente e ritemprarsi sui significati veri della vita. Si tratta di non consumare nulla, se non arte, che più la si consuma, più germoglia.

La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici dell’Abruzzo ha fatto un nuovo regalo ai Sulmonesi e, indirettamente, agli ignoti turisti che visiteranno la città nei prossimi giorni. Tutte le domeniche, cioè il 22 dicembre, il 29 dicembre e il 5 gennaio, la abbazia più grande d’Europa dopo quella di Padula, cioè l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, rimarrà aperta dalle ore 9 alle ore 13. Ma c’è di più: il miracolo consiste nelle aperture di Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania. Per le parti alle quali si può accedere perchè già restaurate sono organizzate anche visite guidate: segno che la Soprintendente Lucia Arbace è riuscita nella sottile arte di persuasione del personale, peraltro confortata anche dall’impegno di alcuni cultori delle cose belle che hanno trovato un lavoro il più confacente alle proprie inclinazioni e si trovano, quindi, in un irripetibile stato di grazia.

Il quadro si completa con la sostanziale riproposizione della interessante mostra “Oltre Caravaggio, pittura del seicento in Abruzzo, tra Roma e Napoli”, che già nella scorsa estate ha raccolto l’adesione di molti turisti.

Negli articoli che seguono proponiamo di entrare nell’Abbazia dopo aver conosciuto una piccola parte della quasi millenaria storia. La foto, originale, di questo servizio è di Teodoro Marini e riprende una abbazia “aperta”, finalmente.