L’UOMO DEL PALAZZO HA DETTO NO

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C’E’ VOLUTA LA CITAZIONE DAL VANGELO DI MATTEO PER FAR ESPRIMERE DI PIERO SULL’INCIUCIO CON I FRATELLI D’ITALIA – ADESSO SE LA VEDRA’ CON MASCI, ZAVARELLA E CON IL VESCOVO

17 SETTEMBRE 2024 – Ancora una volta per far prendere una posizione a Gianfracchia Di Piero bisogna tirare in ballo i preti. E la consigliera Teresa Nannarone ha dovuto volare alto, sulle cime della Chiesa, citando Papa Francesco, a sua volta portatore della parola di Cristo quando invitava, secondo il Vangelo di Matteo, ad esprimere posizioni chiare: “Dite sì sì, no no; quello che è di più è del maligno”. Di Piero non aveva risposto alla domanda di attualità a luglio e non rispondeva all’interrogazione, nella quale sempre Teresa Nannarone aveva tradotto i cinque quesiti d’attualità. Si preparava alle contorsioni che ha usato per le mense scolastiche. E comunque non ha risposto ieri, quando è scappato dal consiglio comunale come faceva Annamaria Casini, della stessa scuderia di confusi di Andrea Gerosolimo.

Quando ha visto Nannarone vestita da pulzella d’Orleans, l’ha confusa per un frate esorcista e ha sbarrato gli occhi, per solito tenuti a mezze palpebre. E ha detto che Vittorio Masci non sarà presidente del consiglio e Salvatore Zavarella non sarà assessore. Lo ha potuto fare perché in consiglio non c’erano né l’uno, né l’altro. Quando i due questuanti politici della cosiddetta Destra sapranno quello che ha detto, realizzeranno di aver speso mesi di corteggiamento; dissipato consensi o mezzi silenzi per andare in soccorso di Di Piero su Roncisvalle, mense scolastiche, caserma dei pompieri, Cogesa e trascurando il loro onere di contrastare la maggioranza; incontri non divulgati e tenuti a Pescara. Tutto gratis: di contropartite neanche l’ombra. Masci ieri aveva detto in consiglio che una seduta per trattare l’interrogazione monella di Nannarone equivaleva a sperperare denaro pubblico, riferendosi ai costi per convocare e tenere una riunione consiliare. Per quello che ha fatto lui con Di Piero ce ne sono volute due, di sedute; ma probabilmente Teresa Nannarone non gli presenterà il conto, né andrà alla Corte dei Conti con la quale ha lubrificato una certa frequentazione per il Cogesa. Le basterà l’attestato di superiorità che proprio ieri Masci le ha rilasciato sottolineando l’attenzione corale dei giornalisti per ogni suo starnuto.

Prima o poi anche il vescovo prenderà per il collo Di Piero. Prima ha messo in giunta l’assessora Rico che fino al giorno dell’insediamento postava su facebook maschioni infoiati con piacenti donne sorprese dall’audacia. Poi ha parlato per lui per spiegare il motivo per il quale un vescovo accoglie un mafioso prima ancora che il provvedimento sulla semilibertà passi in giudicato e, quindi, prima che si pronunci l’autorità civile (neanche la teoria dei due Soli può rimediare a questa gaffe). Poi si fa citare Papa Francesco e di riflesso Gesù Cristo da una comunista, l’ultima rimasta a Sulmona. Ma, di grazia, che ci sta a fare un ex democristiano baciapile a Palazzo San Francesco?

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