ASPETTANDO LO STARNUTO DI MASCI

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RIDOTTO ALL’IRRILEVANZA IL RUOLO DI “FRATELLI D’ITALIA” SCODINZOLANTE VERSO IL PD E I CINQUESTELLE E ALLA DISPERATA RICERCA DI CARICHEOGGI LA MAGGIORANZA CERCA UN’USCITA DAL VICOLO CIECO DOPO LA FUGA DI IERI

17 SETTEMBRE 2024 – Se fosse servita a risolvere il problema dei due fidanzatini che non vogliono far sapere, la fuga della maggioranza e di quella parte di opposizione che inciucia avrebbe avuto un significato. A fronte del disonore politico di lasciare l’aula consiliare quando, invece, la maggioranza ha l’onere di guidare le scelte e dare le carte, Di Piero & C, con lo strapuntino di “Fratelli d’Italia” scodinzolante, avrebbero evitato di parlare dei loro progetti direzionati in senso opposto a quello deciso dai rispettivi elettorati.

Ma stamane il consiglio comunale si svolge in seconda convocazione e una fuga, oltre al disonore politico, sancirebbe una pacchia per l’opposizione, che rimarrebbe padrona dell’aula e della webcam, attraverso la quale il colto e l’inclita possono vedere e sentire quello che succede. L’alternativa sarebbe non presentarsi nemmeno. Il consiglio andrebbe avanti lo stesso, proprio perché in seconda convocazione.

Insomma, il ripetente Di Piero, che non ha saputo rispondere all’interrogazione al primo appello, sarebbe comunque atteso agli esami di riparazione; non sarebbe mai bocciato, perché, fino a quando non risponde, sarà sempre chiamato. Starà già ripassando il copione di Fantozzi perché alla fine pure il prefetto dovrà dire la sua e non c’è niente che Di Piero tema più dell’autorità. Eppure le domande sono facili facili: ha intenzione di nominare il capogruppo di Fratelli d’Italia alla carica di presidente del consiglio comunale? Ha intenzione di nominare l’altro componente di “Fratelli d’Italia” alla carica di assessore?

Sta fresco Vittorio Masci, aspirante subentrante alla presidenza, a definire “volgare” la lista di domande che sono soltanto politiche e che non riguardano la vita sentimentale di alcun consigliere, meno che meno di quelle dei Fratelli d’Italia, che hanno già invaso le cronache nazionali con risvolti da “Grand Hotel” e una diffusa ambientazione da puttanaio. Sta fresco a rosicare, sostenendo che basta uno starnuto di Teresa Nannarone perché tutti i giornali ne parlino a iosa. Se dai suoi starnuti tutti si tengono lontani anche in tempi non più pandemici un motivo ci sarà: potrebbe essere che, invece di eseguire il mandato degli elettori per un contrasto a Di Piero, è andato rincorrendo la maggioranza e l’ha protetta dagli imbarazzi delle mense scolastiche, del Cogesa e della caserma dei Vigili del Fuoco. Potrebbe essere che, nello sproloquio che ha tenuto per dire che la minoranza deve dare il suo contributo per senso di responsabilità (invece di correggere quello che la maggioranza fa di marcio) i giornali hanno annusato l’appiattimento su posizioni del PD, che infatti, per bocca del suo capogruppo, Di Benedetto, invitava la minoranza a “dare il suo contribbbuto” perché anche questo fa una maggioranza che abbia “senso di responsabbbilità”. I discorsi in fotocopia annoiano. E perciò, anche se starnutisce, o se gli prendono le convulsioni, Vittorio Masci nessuno se lo fila perché di democristiani tutti hanno fatto già una scorpacciata indigesta. Che lui mostri le piaghe purulente del suo rosicamento per le sottolineature entusiastiche dei commenti giornalistici al fotofinish della Nannarone sull’inciucio è, questo sì, un aspetto che non ha nessun aggancio con la politica e che è più comprensibile se si legge quanto scriveva Ovidio sull’Invidia.

La fuga di ieri ha messo Di Piero & C, Masci e Zavarella in un vicolo cieco, perché, se si ripresentano in aula stamane alle 9, dimostrano di essere chiachielli politici; se non si presentano, confermano di inciuciare pure nell’assenza, ma Gianfracchia Di Piero non si solleverà dall’obbligo di dare una risposta scritta all’interrogazione. Delle cene tra lui e i rosicanti poco o nulla interessa ai Sulmonesi; dei progetti di allargare la maggioranza conferendo cariche all’opposizione interessa un po’ di più. E dovrebbe interessare anche i vertici di Fratelli d’Italia, tutti presi a Roma a gloriarsi della loro contrapposizione al Pd e ai Cinquestelle. Questa è politica, fermo restando che ognuno può andare a cena con chi gli pare.

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