MA A COSA SERVE QUESTO COGESA?

661

Lo scempio della città che stamane accoglieva così i turisti poco dopo le ore 8

PARADOSSALI DISFUNZIONI IN UNA CITTA’ TURISTICA

4 NOVEMBRE 2018 – Proclami per la costituzione di “incubatori” e “start up” per il turismo; trombettieri pronti a celebrare l’apertura di nuovi plessi culturali “per la valorizzazione delle risorse del turismo che è il volano dell’economia del centro-Abruzzo”. Quanto a volàno, a Sulmona fino alle 8 del mattino vòlano i piccioni che si pappano i rifiuti del giorno prima, mentre il “Cogesa” sta a guardare.

Una città turistica che si presenta come si presentava Sulmona anche dopo le 8 di oggi dovrebbe rincominciare a capo e riorganizzare i fattori della propria amministrazione. Prima di tutto dovrebbe mandare allo smaltimento dei rifiuti il Cogesa e tutti i geni che lo dirigono con la supponenza dei grandi manager impegnati a stipulare accordi per estendere l’ambito di operatività a L’Aquila e, quindi, prendersi pure i rifiuti del capoluogo di regione per poi saturare la discarica delle Marane regalando un problema serio agli amministratori dei prossimi decenni. Una indecenza come quella che si vede stamane anche dopo le otto dovrebbe mandare a casa questo sistema di sconclusionata amministrazione. Altro che le nuove assunzioni che a giusta ragione una dirigente del Comune ha escluso possano far parte del lecito.

Uno dei più caratteristici monumenti sulmonesi a mattinata inoltrata: saranno incivili quelli che lasciano le immondizie, ma sono inetti quelli che dovrebbero organizzare la ripulitura

Il COGESA pensa ad assumere con metodi ritenuti illegittimi da una dirigente del Comune e non sa organizzare neppure la raccolta minima

Quando una città è ridotta nel modo nel quale vediamo Sulmona in una domenica di un lungo ponte dai molti richiami turistici e culturali, i fautori di questo scempio debbono vergognarsi e, se hanno perso la capacità di arrossire, debbono essere mandati a casa da chi vigila: per esempio dall’assemblea dello stesso Cogesa, che è fatto anche dai Comuni ridotti in queste condizioni. Oppure da un Prefetto, se non fosse impegnato a correre alle riunioni indette da una sindaca contro un’altra sindaca, come ha fatto questo Linardi nell’estate del 2017 aprendo al precedente di un prefetto pret a porter  a favore di un personaggio politico e contro un altro, a Prezza mentre un incendio bruciava il Morrone in territorio di Pratola e Sulmona dalla parte opposta della Valle Peligna e rendendosi così giusto obiettivo di rilievi politici come quelli che gli abbiamo indirizzato in una lettera aperta. Sarebbe da smaltire anche lui, se ci fosse uno Stato che funzionasse.

Please follow and like us: