MA ANCHE LA BRETELLA FERROVIARIA SARA’ FATTA DI LEGNO?

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INQUIETANTI INTERROGATIVI DOPO IL DERAGLIAMENTO MORTALE: I RESTI DEI VAGONI ARRIVERANNO IN PIAZZA XX SETTEMBRE?

28 GENNAIO 2018 – La mirabolante Rete Ferroviaria Italiana ha giustificato il fatto increscioso di ieri: alcuni dipendenti sarebbero entrati “inavvertitamente” nell’area sottoposta a sequestro a Pioltello dopo il deragliamento che è costato la vita a tre persone. Sono stati, per il momento, tutti denunciati per violazione dei sigilli. Se non ci fossero stati tre morti e se ancora molti feriti non fossero sofferenti in ospedali vari, l’immagine di RFI sarebbe comica, perché l’episodio è immediatamente successivo all’altro, che ha portato qualche giorno fa a riparare quei binari con… un pezzo di legno al posto del ferro. Ha ceduto, forse per la stessa ragione per la quale le spade si facevano di metallo. Di qui la tragedia. Ma, siccome appunto si tratta di tragedia, non è il caso di darsi al versante comico, sebbene RFI abbia fatto di tutto per irrobustirlo. Tanto più che questa Rete Ferroviaria Italiana ci preoccupa perché, su insistenza del Governatore Luciano D’Alfonso, ha in animo di realizzare la famosa bretella per tagliare la stazione ferroviaria di Sulmona dal collegamento tra Pescara e L’Aquila. Mettere un pezzo di legno al posto del ferro potrebbe farci trovare i vagoni a Piazza XX Settembre, visto che D’Alfonso vuol fare una linea tra capoluoghi sulla quale i treni dovrebbero andare a una velocità che calcoliamo in duecento chilometri all’ora, per vincere la concorrenza della vecchia e sempre funzionale combine strada-autostrada (da Pescara a Bussi e da Bussi a L’Aquila) e impiegare meno dei comodi sessanta minuti che ora sono necessari con la macchina. Se Rete Ferroviaria Italiana mette il legno al posto del ferro è facile immaginarsi le conseguenze. Tra l’altro, per assecondare il governatore della Regione che paga la bretella, RFI, dall’alto della sua ingegneristica, ha anche illustrato che farà collegamenti con scale mobili e tapirulan. Speriamo che almeno qui mettano il ferro, se non vorranno trasformare lo spostamento dalla stazione di Sulmona alla stazioncella (tipo Vallelarga) della bretella in un’avventura al cardiopalmo, una riedizione del “Cassandra crossing” che ci ha fatto tremare al cinema. E speriamo sempre che questa bretella sia elastica come tutte le bretelle che si rispettano; lo speriamo per i cinque o sei viaggiatori che secondo statistica si spostano con il treno da Pescara L’Aquila e viceversa. Sono pochi, ma chi ha detto che solo per questo debbano deragliare e morire così?