INQUINA E PORTA AL FALLIMENTO I COMUNI – INTERVENGA LA MAGISTRATURA PENALE PER ACCERTARE LE CAUSE DEL DISASTRO
25 NOVEMBRE 2023 – Se quaranta anni fa gli ideatori del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani avessero detto ai sulmonesi che la discarica di Noce Mattei avrebbe trasformato la fascia pedemontana di Pacentro in una fabbrica inquinante, per di più produttiva di deficit al punto tale che i Comuni aderenti si sarebbero dovuti indebitare o addirittura andare in default, quale sarebbe stata la risposta?
E perché mai, quando le cose avevano preso la piega del disastro, il sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero ha approvato il bilancio del Cogesa, abboccando alla promessa che subito dopo il consiglio di amministrazione si sarebbe dimesso (e ovviamente non si è dimesso)? Nel numero del Vaschione di gennaio abbiamo posto l’alternativa che Di Piero fosse ingenuo o complice. Non abbiamo avuto una risposta, perché Di Piero rifugge dalle risposte: questa è la sua concezione della democrazia e del dovere che i politici hanno di giustificare le loro scelte. E’ un arrogante, peraltro elemosinante di voti in consiglio e li cerca nelle stesse persone che, stando dalla parte di Andrea Gerosolimo con i “civici”, hanno determinato il disastro del Cogesa. Lui ha detto che sta scrivendo un libro; forse le sue versioni verranno quando di Noce Mattei non resterà che cenere e alle Marane le malattie da inquinamento raggiungeranno percentuali da Terra dei Fuochi.
Ma non c’è stato solo Di Piero a tratteggiare le vicende del Cogesa: c’è stato anche un amministratore, Vincenzo Margiotta, che, invece di risanarlo, ha perso tempo a scrivere le querele al Vaschione, al Germe e al PD, vedendosele definire “strumentali” dal Procuratore capo, opponendosi alla richiesta di archiviazione con noiosi e inconcludenti atti ai quali in udienza ha rinunciato, ma rigettati nel merito dallo stesso giudice per le indagini preliminari perché né il direttore del Vaschione, né quello del Germe, né la presidente del PD hanno accettato la rinuncia, volendo da sempre e per sempre pretendere una inchiesta della magistratura che faccia chiarezza sulla gestione del Cogesa. Ha accettato la rinuncia e ha pagato le spese di causa quel bell’esempio di combattente che risponde al nome di Franco Casciani, segretario del PD e vice-sindaco di Di Piero; come ti sbagli?
Ma in mano a chi siamo stati?
In mano a chi stiamo?
Non si illudano i querelanti-rinunciatari e i promessi scrittori di libri che nessuno leggerà se saranno vergati con la prosa mortifera del sindaco attuale: andremo sempre davanti alla magistratura se saremo chiamati a rispondere di quello che scriviamo. Porteremo prove e documenti per dimostrare che quello che scriviamo è autentica verità. Sarà un modo di onorare i cinquanta anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti per i quali verrà a Sulmona il Presidente, dott. Stefano Pallotta il 5 dicembre. In edicola quel giorno sarà un numero del giornale con un articolo in esclusiva sulle patologie tumorali nelle famiglie residenti alle Marane. Sarà un modo, anche, per replicare sempre la condotta seguita a venti anni quando ricevemmo la prima querela, guarda un po’ da un socialista, Franco Pingue (padre dell’attuale mediatore che viene da Milano sull’esempio di una giunta fatta di non residenti), perché avevamo scritto che i circoli Asase, socialisti, gestivano milioni come fossero noccioline, cioè scrivendo molto di meno di quello che i giudici hanno accertato sulla masnada di socialisti all’assalto delle casse dello Stato negli anni successivi. La rinuncia di Pingue fu accettata perché il direttore responsabile del Tempo, Gianni Letta, in una lettera circolare ai corrispondenti, piagnucolava dichiarando di temere per la propria libertà personale dato il numero di querele che avvolgeva il giornale; ipotesi di carcerazione che si era concretizzata, all’epoca, solo con Giovannino Guareschi, si parva licet componere magnis. Non accetteremo remissioni di querele, perché ne va della salute dei Sulmonesi e della dignità dei contribuenti, tra poco chiamati a ripianare i bilanci dei Comuni.
Accetteremo solo che se ne vadano a casa (e per quella casa paghino la TARI). E taceremo solo quando il Cogesa sarà liquidato e la discarica di Noce Mattei sarà bonificata. Cioè mai.
Nella foto del titolo il TIR che ogni giorno scarica i rifiuti indifferenziati dall’Aquila a Sulmona.






