MA IL “REFOLO” E’ ANCHE QUELLO DELLE MARANE?

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24 SETTEMBRE 2019 – Le assonanze e le coincidenze tornano prepotentemente alla ribalta perchè nell’ordine del giorno del “Comitato di Indirizzo Strategico e di Controllo di COGESA SPA”, convocato dal presidente del Controllo analogo, nonchè sindaca di Sulmona, Annamaria Casini, sono previste, al sesto punto, le “determinazioni” su “Refolo”, che è il brevetto di tale Mario Reale, ma che è anche la parola che in italiano descrive un “soffio leggero e intermittente”; intermittente come la puzza che invade le Marane, che, quanto al resto, è al contrario pesante e nauseabonda. Sarà interessante riscontrare se la dott.ssa Casini chiederà a qualcuno se risulta, oltre che alla Camera di Commercio, la cessione, da parte dell’amministratore unico del COGESA, Vincenzo Margiotta, delle quote che aveva in una società editoriale che pubblicava “ZAC”, a Mario Reale e dell’integrazione dell’oggetto sociale di tale società in quelli molto più redditizi del trattamento e trasformazione dei rifiuti. Sarà interessante sapere anche se sindaci compattamente e ostinatamente risoluti sulle posizioni di Andrea Gerosolimo, che ha messo Margiotta dove sta, ritengano che tale cessione sia anomala, oppure quanto meno inopportuna, visto che il Mario Reale ha patteggiato una pena nel 2005 ed è sottoposto ad alcuni procedimenti penali per condotte in violazione della disciplina sui rifiuti.

Vincenzo Margiotta ha risposto su facebook (e non ha inviato nessuna smentita a questo giornale) in ordine alla proprietà di un autotreno che è stato visto sversare rifiuti a “Noce Mattei”, ma nulla dice in ordine a tale cessione.

E, al di là delle condotte, più o meno consone al ruolo di un amministratore di un consorzio costituito da enti locali territoriali, nulla ha smentito in ordine a tale cessione. Onde sarà opportuno che almeno qualcuno dei sindaci si faccia venire il fiato; non che debba diventare il mitico Eolo (nella foto del titolo) e rappresentare la rabbia della popolazione che abita alle Marane ed è invasa da odori nauseabondi provenienti dall’impianto di “Noce Mattei”, ma almeno dare un refolo, appunto, su come la Valle Peligna intenda tutelare le condizioni minime di salubrità dell’aria.

Per evitare che, se tutto non si risolve che ad una calunnia, diventi nel frattempo come il colpo di cannone descritto dal Rossini nel “Barbiere di Siviglia”.

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