TAGLIATI I PINI SULL’ALTOPIANO DELLE CINQUE MIGLIA – ERANO FUORI LEGGE, MA ARRICCHIVANO LA “STRADA REALE DEGLI APPENNINI”
6 NOVEMBRE 2018 – Non erano alberi pregiati; non erano alberi possenti, come le querce che coronano la stessa Strada statale 17 vicino al casello della A25 di Pratola Peligna. Tuttavia avevano il pregio di indicare la strada nelle infernali bufere sull’Altopiano. Ormai erano ridotti a farsi contare in pochi; a decine ne erano stati seccati dal sale che con abbondanza viene versato sulla strada per sciogliere neve e ghiaccio. Ma pare si divertissero ad assumere strane fisionomie con la neve che li incappucciava dopo le bufere. Per giunta, erano anche fuori legge, perchè per una recente norma e per una interpretazione della Corte di Cassazione, gli alberi non possono stare troppo vicini alle strade: se un veicolo esce di strada l’impatto non perdona. Nei giorni scorsi sono stati rasi al suolo, non se ne è salvato uno. Il WWF insorge. E c’è qualcuno che dice cose un po’ enormi, come la sparata secondo la quale sarebbero alberi centenari e risalirebbero ai Borbone. La foto di un intervento della “Polstrada” degli anni Sessanta ce li mostra bassi ed esili, risalivano al dopo-guerra. Ma è fuori dubbio che appartenevano al paesaggio, erano un tutt’uno con i TIR che li lambivano davanti alla “Vecchia Pesa”. Se ne potranno piantare altri? O altre piante? Alla debita distanza sì; almeno per formare un nuovo esercito di strani personaggi incappucciati e protesi verso immaginari nemici.

I pini sul Piano delle Cinque Miglia erano parte del lungo nastro di asfalto






