Un miracoloso disseppellimento

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Stava per finire in tragedia 38 anni fa in Piazza Capograssi, il cedimento di un terreno nello scavo che una impresa edile effettuava proprio davanti alla Chiesa di Cristo Re.

Verso le ore 14 di un giorno di metà settembre un operaio tra i cinque o sei che si avvicendavano nella piccola trincea realizzata con una ruspa fu letteralmente sepolto e rimase per un bel po’ sotto terra. Concitazione, richiesta disperata di aiuto, timore di azionare la pala meccanica per non far del male al malcapitato: c’era di tutto sotto gli occhi dei curiosi che si andavano assiepando. Con un po’ di calma, riconquistata dopo lo sgomento, gli altri operai cominciarono a scavare con le mani e furono aiutati dal fatto che la trincea era stretta e non molto lunga. Poi, del “resuscitato” si videro un braccio, una gamba, la testa: aveva solo escoriazioni e finì di alzarsi da solo, tutto dello stesso color terra. Ma la vita continuava e a tirare il maggior sospiro di sollievo fu il titolare dell’impresa di costruzioni, che aveva seguito tutte le operazioni con il volto tirato e, anch’esso, terreo.