VERGOGNOSA DEROGA DEL “GOVERNATORE” PER SCARICARE ANCORA RIFIUTI SU SULMONA
23 GIUGNO 2019 – Non ha fatto in tempo ad insediarsi alla presidenza della Regione che già il “governatore”, Marsilio, ha firmato una deroga per destinare all’impianto di “Noce Mattei” rifiuti che non potrebbero esservi scaricati, secondo la disciplina ordinaria.
L’emergenza dei rifiuti di Roma di due anni fa e dello scorso anno ha fatto riversare migliaia di tonnellate in alcune discariche abruzzesi, così da scombinare i normali cicli di lavorazione per i quali gli impianti erano stati progettati una trentina di anni fa. Quello di Sulmona è sempre stato un sito “appetibile”, funzionalmente articolato per la città e per le sue frazioni che crescevano a ritmo superiore a molte altre realtà regionali, dimensionato grosso modo sul sogno irrealizzato della “Pastorino” che aveva cominciato a costruire un impianto di trasformazione dei rifiuti in concimi. Poi l’impianto fu ingrandito per recepire i rifiuti di una ventina di comuni del circondario, con spese di trasporto ragguardevoli e, all’epoca nella quale il riciclo non era ancora realtà, anche piuttosto antieconomici. Guido Conti, prima di diventare generale, ci raccontava come, anche dopo, il COGESA non riusciva a vendere neanche il prodotto del riciclo dell'”umido”, altrove venduto a peso d’oro. E già i rappresentanti politici del territorio, circa venti anni fa, era ricorsi all’escamotage nel quale credevano solo loro e i ciarlieri adepti: a Sulmona i rifiuti si “lavoravano” soltanto, per poi essere trasportati alla discarica di Forli del Sannio, che, come tutti i contenitori che si studiano in Fisica, alla fine si è saturata. Adesso, secondo il mito, i rifiuti si lavorano soltanto, ma non si sa dove vadano a finire; quindi si sa dove vanno a finire.
Le famiglie che non sanno come avviare al lavoro figli, che a loro volta non sanno come è fatto il mondo e non pensano a trovarsi la loro strada al di là di Popoli, fanno di tutto per credere al mito della occupazione facile al COGESA e tale aspettativa si traduce in una aliquota di voti per chi sul COGESA può ancora dire la sua: parabola in fase calante, di certo e per fortuna, ma sufficiente ad esprimere un consigliere regionale, da riposizionare nella maggioranza. Anche questa è una produzione del COGESA: il consenso, che, detto in termini storici e sociologici, è il vassallaggio sul quale ancora si regge l’impianto di “Noce Mattei”.
Se questa storia sembra lunga, dobbiamo precisare che è l’unica traccia per capire come ancora oggi, quando sono passati circa due anni dai primi conferimenti di rifiuti romani a Noce Mattei, si parla di… conferimenti a Noce Mattei: addirittura alcuni di essi vengono da discariche che fronteggiarono l’emergenza rifiuti di Roma. E per evitare di raccontare cose con la fretta, quindi di dirle in modo confuso ed episodico, non si può trascurare la deroga che un altro “governatore” abruzzese, Luciano D’Alfonso, ha inflitto a “Noce Mattei”, tra i rifiuti romani del 2017/18 e quelli di Cupello che arriveranno fino ad ottobre con la complicità del “governatore” Marsilio: i rifiuti velenosi del porto-canale di Pescara, quelli che la magistratura pose sotto sequestro perché non si potevano neanche tenere sul molo in attesa di sapere in quale Paese del terzo mondo dovessero volare. Sono finiti a “Noce Mattei” con la firma di Luciano D’Alfonso e la non opposizione dell’assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo (incidentalmente eletto a Sulmona): sono stati coibentati per evitare percolamenti, ma basta una scossa di 0,5 Richter per fessurare qualsiasi guaina e far transitare i veleni del porto di Pescara nel sottosuolo ove scorrono le falde acquifere dalla Majella fino all’imbuto geologico di Popoli-Bussi. E riportarli… al porto di Pescara dopo averli sposati con l’ìnferno dei rifiuti della Montedison di Bussi.
Se questi governatori fossero stati scelti dagli Unni per devastare quello che resta dei possedimenti dei Romani non sarebbero stati scelti con sagacia maggiore. Come si dice: scelti dal mazzo. Ed invero scelti proprio con i voti (anche) dei Sulmonesi, o meglio di quella parte di Sulmonesi che crede nel voto di scambio in una inedita partita doppia: suffragi in cambio di rifiuti. Anche di rifiuti romani politici, come Marsilio può definirsi e certamente lo definiamo sulla scorta del suo mediocre curriculum alla ricerca perenne del riciclo. Fino ad arrivare, appunto, all’impianto di riciclo e a gestirlo con deroghe vergognose.
E questi sono i travet della politica fatta dai mediocri: ma i giovani virgulti della opposizione duri e puri, nel partito di Marsilio da Sulmona, dove sono? Tirabassi, Iommi, lo votano anche se non hanno figli da proporre ai concorsi per il COGESA?






