“MARSILIO SI VERGOGNI”

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LETTERA APERTA SULLE RESPONSABILITA’ PER IL METANODOTTO

17 MAGGIO 2022 – I “Comitati per l’ambiente” rivolgono una lettera aperta al Presidente della giunta regionale, Marsilio:

“Signor presidente,
il 3 dicembre 2021, nella Conferenza di Servizi decisiva sulla concessione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’esercizio della centrale di compressione Snam di Sulmona, lei ha delegato a rappresentare la Regione Abruzzo un funzionario regionale. L’11 maggio scorso , nella riunione indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’autorizzazione del metanodotto Sulmona – Foligno, lei ha delegato a rappresentare la Regione Abruzzo un dipendente del Genio Civile. In entrambi i casi i delegati regionali hanno dato prova di non conoscere il problema ed hanno avallato in maniera del tutto acritica le tesi della Snam e del Governo favorevoli alle due opere.
Probabilmente lei e i componenti della sua Giunta, nelle suddette convocazioni, eravate talmente impegnati su temi molto più stringenti ed importanti da non poter dedicare neppure un’ora di tempo ad un collegamento on line sulla centrale e il metanodotto. Evidentemente una questione come quella in oggetto, che va avanti da ben 18 anni e che ha un impatto notevole sul territorio regionale, è talmente irrilevante da non meritare la benché minima attenzione da parte di chi è stato eletto a rappresentare l’Abruzzo nei confronti del Governo.
Ci permettiamo di ricordarle che sul progetto Snam il Consiglio regionale, fin dalla presidenza Chiodi, ha approvato alla unanimità dieci risoluzioni di contrarietà e quattro leggi, e che la Giunta regionale presieduta da Luciano D’Alfonso ha approvato 7 delibere con cui ha negato l’intesa con lo Stato. Tutti gli atti sono motivati approfonditamente e sono basati su due punti fondamentali : l’elevatissima sismicità e la grande qualità ambientale del territorio regionale attraversato dall’infrastruttura per oltre cento chilometri.
Fino a prima che lei assumesse la presidenza regionale, l’Abruzzo è stato sempre rappresentato ai massimi livelli alle Conferenze di Servizi e alle riunioni nazionali, che non erano on line ma in presenza: infatti, hanno sempre partecipato il presidente D’Alfonso o il delegato all’ambiente Mario Mazzocca, insieme al vice presidente Giovanni Lolli, i quali hanno difeso tenacemente le ragioni dell’Abruzzo.
Lei invece ha inviato dei funzionari non solo del tutto ignari della problematica ma che hanno sostenuto posizioni completamente contrastanti con quelle assunte dalla Regione. In questo modo lei ha dimostrato due cose: primo, non conosce neppure l’abc della democrazia, in base al quale vale la continuità degli atti amministrativi per cui, anche se non le condivide, ha il dovere di rappresentare le decisioni assunte dagli organi legislativi e di governo regionali prima della sua nomina e, qualora non sia d’accordo, abbia il coraggio di proporne l’abrogazione e di agire apertamente e con chiarezza. Secondo, buttando nel cestino e facendo strame di atti ufficiali della Regione, lei dimostra non solo indifferenza, ma disprezzo dei diritti dei cittadini abruzzesi.
Se avesse solo un barlume di consapevolezza della gravità del suo comportamento e del danno che lei sta arrecando ad una lunga battaglia di civiltà e democrazia dei cittadini e delle istituzioni che la sostengono, lei dovrebbe provare profonda vergogna, non solo sul piano politico ma anche su quello morale, e chiedere scusa agli abruzzesi. Ma siamo sicuri che non lo farà, dimostrando così, ancora di più, di non essere degno di ricoprire la carica per la quale è stato eletto.
Sul metanodotto, comunque, ci sarà una ulteriore riunione indetta dal Governo. Sarà, questo, un ultimo banco di prova per scommettere su un suo possibile ripensamento”.

Il guaio di ritrovarci un presidente come Marsilio è dipeso dalla assurda ripartizione (tra i partiti del cosiddetto centro-destra) delle regioni, a prescindere dalla idoneità della candidatura che la singola forza politica avrebbe potuto proporre. Così, Marsilio ha avuto l’Abruzzo; ma, se si fosse trattato della Basilicata o della Sicilia, sarebbe stata la stessa cosa: avrebbe trovato qualche antenato da abbinare alla regione designata (come ha fatto con le ascendenze di Torre de’ Passeri o giù di lì) e si sarebbe detto lucano o siciliano. Da quando si trova a fare il presidente di una regione che non conosce fa fatica anche a spendere il suo tempo nello studio delle esigenze del popolo abruzzese. E’ tanto preso dai viaggi da Roma a L’Aquila e Pescara da non trovare il tempo di radersi e fa girare l’immagine di sciatteria che ogni abruzzese respinge.

Sul gas, oggettivamente, ha superato se stesso, e hanno ragione i “Comitati” a dirglielo apertamente. Aggiungeremmo solo che, proprio per la necessità di rifarsi ai principi di democrazia, dovremmo prendercela, più che con Marsilio, con le forze politiche che lo hanno sostenuto e lo sostengono pur nel disastro che il suo modo di governare ha palesato. Marsilio alle prossime regionali non si presenterà neppure e cercherà un altro parcheggio. E l’Abruzzo avrà perso cinque anni.