MELILLA INVESTE LA CAMERA PER L’ENNESIMA MORTE DI ORSO

272

INTERROGAZIONE QUALE ULTIMO GRIDO DI ALLARME PRIMA DELLA ESTINZIONE DEI PLANTIGRADI

29 OTTOBRE 2013 – L’emergenza per la conservazione degli orsi in Abruzzo si è fatta così acuta che da più parti sono state individuate soluzioni, come quella di alimentare i plantigradi,

in particolare prima del letargo, per evitare che si spostino nei periodi di iperfagia e nei luoghi più insidiosi, come la zone attraversate da strade di grande comunicazione. Ma gli interventi in questo senso debbono essere più strutturali e non possono essere episodici, al punto che se ne è interessato l’on. Gianni Melilla di “Sinistra Ecologia e Libertà”, presentando una interrogazione con richiesta di risposta scritta al ministro per l’Ambiente per sapere “quali iniziative intenda assumere il Governo per sostenere l’azione dell’ Ente Parco Nazionale d’Abruzzo a tutela della conservazione dell’orso bruno marsicano e in particolare se non ritenga necessario adottare in tempi brevi la costituzione di una banca del seme”

Melilla in premessa rifà un po’ la storia delle molte morti improvvise e traumatiche degli orsi, tanto che sottolinea come sia “ridotta la popolazione di questi rari plantigradi a circa 60 unità ed è quindi a rischio la conservazione di questa specie.Quest’ultimo episodio segnala una progressione preoccupante: se dividiamo infatti l’intervallo temporale, della statistica relativa agli Orsi rinvenuti morti tra il 1971 ed il 2012, in periodi di sette anni, notiamo come ai primi due cicli turbolenti della vita del parco con rispettivamente 22 e 26 decessi, ne sono seguiti altri due dei quali il primo con “soli” 12 morti ed il secondo in ripresa con 17 vittime. L’ultimo che stiamo vivendo (2006-2013), registra una brutta accelerazione con ben 20 perdite di qui quattro nel solo anno 2013″.

Il parlamentare riporta anche l’allarme lanciato dal commissario straordinario del Parco, Giuseppe Rossi, che subito dopo l’episodio “ha posto all’attenzione delle istituzioni locali e nazionali, il problema della conservazione dell’orso bruno marsicano come grande emergenza sottolineando che il Parco, da solo, non è in grado di gestirla. Si rende urgente e non più rinviabile, dinanzi al ripetersi di simili incidenti, adottare in tempi brevi una incisiva azione di conservazione attraverso la costituzione di una banca del seme dell’orso bruno marsicano, valutando con un pool di esperti internazionali la fattibilità di un programma di conservation breeding” conclude Gianni Melilla