SE LE INDECENZE (E LE SPERANZE) OCCUPANO SEMPRE PIU’ SPAZIO

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SUL VASCHIONE DA OGGI UNA SEZIONE DI PIU’ ACUTA DENUNCIA ED UNA DI PROGETTUALITA’

26 OTTOBRE 2013 – Inauguriamo oggi nel sito due nuove sezioni che riprendono temi per i quali riteniamo che un giornale debba qualificarsi: la scelta del destino da dare alla propria terra e la denuncia di insopportabili ingiustizie, o inefficienze, o addirittura delittuosità.

Per questo, sotto l’immagine di Ovidio che riunisce i nostri lettori, dovunque siano, in una unica cittadinanza (come a suo tempo Ovidio era concittadino di tutti i Romani nel mondo conosciuto) e quella della Fontana del Vecchio che dà il nome alla testata abbiamo posto la fotografia della facciata della Chiesa dell’Annunziata: ma presa di spalle, perchè si apprezzi che è proiettata verso Pescara e non verso L’Aquila. Vi ricomponiamo tutti gli articoli che oggi formano il dibattito sulla scelta dei Sulmonesi di unirsi alla provincia più nuova, più dinamica, certo più generosa d’Abruzzo.

Inoltre, inauguriamo le “Inquietanti verità”.

Per esempio, quelle mai smentite della ricostruzione dell’Aquila (con lo stesso presidente degli architetti che afferma come si ricostruisca in deroga alla normativa), ma anche della… costruzione dell’Aquila, cioè della elevazione di palazzi (compresa la Casa dello Studente, tanto per intenderci e tanto per sbancare il velo di ipocrisia di tanti aquilani che si stracciavano le vesti per le ingiustizie asseritamente subite) con il sistema del passaggio dalla massima categoria sismica (che continuava ad essere ritagliata su Avezzano e Sulmona) ad una categoria più edulcorata, che negli anni Sessanta e Settanta consentiva di innalzare solo all’Aquila palazzi oltre ogni pudore per una città che aveva avuto la stessa storia sismica di Sulmona e di Avezzano. Notizie note a tutti, compresi i giornalisti abruzzesi; ma solo un giornalista (non abruzzese; peggio per loro), durante il processo per la Casa dello Studente, appunto, appena le ha sentite e le ha riscontrate, leggi alla mano, ha chiesto la linea alla sua emittente nazionale (gruppo Mediaset) per gridarle al mondo.

Ma sono davvero troppe le inquietanti verità che i Sulmonesi di tutto il mondo (forse anche chi non è di Sulmona, del resto, ma è già tanto se parliamo per noi) dovrebbero tenere a mente per non ricadere negli stessi errori che sono stati compiuti e vengono testardamente reiterati per interesse o per cattiva memoria (noi pensiamo sia ostinata determinazione, talvolta unita da astuzia).

Piccole, grandi storie riprese da un giornalismo che non vuole nessun seguito fantasmagorico, non vuole rubare la scena a nessuno, né bucare il video di nessuna emittente. Ma, guarda caso, viene cercato con un numero crescente di “clic”; merito non del giornalista, ma del lettore che non fa spegnere mai nel proprio intimo l’interesse per gli argomenti indispensabili nel migliorare la società.

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