NELLO “SPAZIO OVIDIO” NON SI LEVI IL RAGLIO DI CHI VUOLE OVIDIO ADORNATO D’AGLIO

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L’immagine del martirio di Santa Caterina in una pietra dell’ex convento

PROMETTENTE ALLESTIMENTO NEL CUORE DELLA CITTA’, MA NE VA REGOLAMENTATO L’USO. CASINI PUO’ FARE MOLTO

18 MARZO 2018 – L’assessore comunale ai Lavori pubblici, Nicola Angelucci, informa che “Spazio Ovidio prende forma: è tutto pronto per l’avvìo del progetto esecutivo riguardante i lavori di allestimento delle sale espositive che porterò sul tavolo della prossima Giunta per l’approvazione”. Angelucci aggiunge che “Nel nome del sommo poeta, potrà tornare a vivere la struttura dell’ex convento di Santa Caterina da troppo tempo abbandonata, che diventerà un importante luogo culturale innovativo, multimediale e di qualità”. Nell’edificio di 800 metri quadrati saranno previste “sale espositive museali all’avanguardia, spazi per convegni e iniziative culturali”.

Nel cuore di Sulmona e forse a pochi metri da quella che doveva essere la casa dell’Ovidio giovane, un allestimento così importante merita tutta l’attenzione. L’essenziale è che a gestire questi spazi si conservi il Comune quale espressione della cittadinanza; e che non siano concesse deleghe a chi si propone senza aver dimostrato una effettiva qualità delle iniziative che intende realizzarvi. Proprio perché realizzato dal Comune, lo “Spazio Ovidio” deve essere conservato nella sua vera natura di proposta per i Sulmonesi che ad Ovidio si collegano idealmente, visto l’orgoglio che Ovidio aveva nel qualificarsi sulmonese e peligno. Debbono essere lasciate fuori dell’uscio di questo “Spazio Ovidio” le idee balzane che hanno caratterizzato questo bimillenario della morte del poeta; e quelle che, anche poco prima del bimillenario, hanno pervaso le iniziative dei commercianti in cerca di pubblicità gratuita, come l’indecente apposizione di una corona d’aglio sulla statua di Ovidio in Piazza XX Settembre.

Negli anni Settanta una amministrazione comunale particolarmente attenta alle vicende culturali della città, si rivolse alla Biblioteca comunale come ad una istituzione da regolare con specifiche e puntuali norme e riscrisse daccapo uno Statuto, sotto l’attenta vigilanza dell’assessore Giuseppe Evangelista, poi preside del Liceo: per dare una normativa a tutto il funzionamento di una struttura solo nel nome “comunale”, ma in effetti legata al “Centro Studi ovidiani” che vi era inevitabilmente inglobato e che la poneva in primo piano nel panorama della cultura abruzzese. Ora la biblioteca è chiusa (da otto anni) per i danni del terremoto. E la dotazione di volumi su Ovidio non è neppure consultabile: il rischio che possano essere trasferiti in altra città è a questo punto reale e imminente. Invece delle strane fantasie architettoniche che caratterizzano gli “spazi” degli ultimi venti o trenta anni, la prima missione di questo “Spazio Ovidio” è quella di accogliere, almeno temporaneamente, il complesso della documentazione oggi purtroppo nascosta nella biblioteca comunale. E di farlo innanzitutto garantendo a tutti l’accesso, ai Sulmonesi, come a coloro che si recherebbero a Sulmona per consultare i volumi in buona parte sconosciuti alle stesse più puntuali bibliografie degli ultimi venti anni su Ovidio.

Ma per questo, prima di tutto, è indispensabile normare l’accesso e l’uso dello “Spazio Ovidio”: per sottrarlo alle esposizioni di aglio e al raglio di chi le ha allestite tre anni fa, pretendendo pure di farle passare come iniziative di valorizzazione di Ovidio. Per conseguire questo scopo, Anna Maria Casini, finalmente libera dai condizionamenti del politico di riferimento Andrea Gerosolimo, ormai destinato alla pensione, può avere uno scatto di orgoglio e dimostrare che un sindaco sa caratterizzarsi per il suo amore nei confronti del più illustre dei Sulmonesi. Potrebbe essere ricordata per questo.

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