NON E’ REATO FARE ALLA SINDACA DOMANDE IMBARAZZANTI SU DI MASCI

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IL GIUDICE ARCHIVIA LA QUERELA SULLA STRANA COINCIDENZA DELL’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI NEL GIORNO IN CUI DIVENTAVA AMMINISTRATORE DI “CONNETTITALIA”

31 OTTOBRE 2020 – Nello stesso giorno nel quale diventava amministratore unico il figlio del principale consigliere di opposizione, una determina dirigenziale del Comune affidava alla stessa società… unicamente amministrata servizi per 45.000 euro. Il Pd, che quel consigliere, Bruno Di Masci, avrebbe dovuto rappresentare in consiglio, chiese che il sindaco confermasse o smentisse questa notizia davvero imbarazzante sotto il profilo politico. La sindaca, come accade sempre quando si trova in imbarazzo, non ha mai risposto (in genere se ne va urlando o dice che ha impegni personali, come la scorsa settimana). Rispose il figlio del consigliere, Alessio Di Masci, con una querela, nella quale non ha mai smentito la circostanza, ma ha solo detto che si riteneva offeso.Il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione, ma il querelante ha proposto opposizione. Il giudice da parte sua ha, in sostanza, detto che poteva adire la giustizia penale se i fatti fossero stati inventati oppure se la critica fosse stata solo un attacco personale. Invece il PD, come ogni forza politica, può criticare nei modi nei quali il segretario provinciale Francesco Piacente aveva sostanzialmente denunciato la molto imbarazzate “coincidenza”. Rileva la giudice, dott.ssa Marta Sarnelli: “il Di Masci era effettivamente proprietario ed amministratore delegato di Connettitalia spa al momento dell’approvazione della delibera”. Piacente è stato “archiviato”.

Invece di nascondersi sotto tonnellate di rifiuti organici del Cogesa (cioè della “partecipata” della holding di Andrea Gerosolimo, con il quale Bruno Di Masci ha intrapreso la collaborazione in Comune tradendo il mandato elettorale che anche noi gli avevamo dato per combattere le holding di Gerosolimo), Alessio Di Masci si oppone pure alla archiviazione della sua querela. E nelle aule di giustizia si è definitivamente acclarato che proprio quando Di Masci jr diventava amministratore al posto di Claudio Valeri, il Comune guidato dalle appendici di Gerosolimo gli affidava servizi. Poi non abbiamo sentito più urlare Bruno Di Masci, che urlava come un leone contro Lando Sciuba, Vittoriano Marcantonio (mai contro Franco La Civita); che dà della “zoccola” ad una consigliera mentre non è presente e si picca sostenendo di non sapere che lo registravano. Poi ha smesso pure di urlare alla luna. Connessioni di questo genere tra maggioranza e opposizione dovrebbero essere introdotte come fattispecie di reato, in una società nella quale il voto ogni cinque anni abbia un senso. E invece sono presentate al giudice come talmente normali che chi le critica dovrebbe finire in galera perchè colpevole di reato di diffamazione.

Interessante è la dedica che il Pd, nel divulgare la notizia dell’archiviazione, riserva a tutti i giovani “che non sono “figli di” e che per avere un reddito sono costretti a lasciare la città”.

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