L’ASSISE CIVICA NON HA MAI RICEVUTO INFORMAZIONI SUI VELENI DEI FANGHI E SULL’INVITO ALLA REGIONE PER L’INCONTRO CON IL GOVERNO A DICEMBRE

L’ingresso a “Noce Mattei”
11 GENNAIO 2018 – Si terrà domani alle 15 il Consiglio comunale, che dovrà esaminare, tra le altre, la questione del metanodotto (con la centrale di spinta), ma che non eviterà di trattare le conseguenze dell’ondata di rifiuti che il presidente della Regione ha concordato di destinare con il sindaco di Roma senza neanche interpellare, neppure a titolo consultivo e per rispetto di canoni minimi di democrazia, i sindaci della Valle Peligna.
E’ scontato che il sindaco si presenterà con l’argomento del ricorso al TAR, per il quale ha conferito incarico ad un avvocato. E’ da vedere se le opposizioni si accontenteranno di questa formalità. Frattanto “Forza Italia” ha smentito di aver concorso a scegliere il nome del professionista al quale è stato affidato l’incarico.
E, sul fronte dei rifiuti, è da vedere se proprio le opposizioni riterranno sufficienti le domande che D’Alfonso ha proposto al Comune di Roma in ordine alla quantità e alla specie dei rifiuti e al numero di transiti degli automezzi che li dovranno trasportare. Altrove, cioè a poco più di quaranta chilometri da qui, il sindaco di Chieti ha dichiarato che non consentirà il transito dei TIR se non sarà rispettato un limite e se non saranno date certezza sulla tutela della salubrità dell’aria. A Sulmona è possibile che le risposte verranno dopo il trimestre di durata dell’accordo per lo smaltimento dei rifiuti capitolini. Così come a cose fatte si è saputo dell’interramento di centinaia di tonnellate di fanghi del porto di Pescara senza alcuna lavorazione e in deroga alle norme sulla tutela dell’ambiente. E’ appena il caso di ricordare che, dato il livello di tossicità di quei fanghi, la magistratura interruppe il dragaggio del porto e furono bloccati addirittura i transiti delle imbarcazioni con furibonde proteste dei lavoratori della pesca.
Da quei fanghi si era sprigionato negli anni precedenti il mercurio che è stato rilevato nei capelli dei pescatori in misura decine di volte superiore alla norma. Ora tutto sta (o starà nei prossimi giorni?) nella discarica di “Noce Mattei”, con un manto isolante che alle normali scosse di terremoto che interessano quella zona pedemontana del Morrone si spaccherà, rilasciando nella falda i veleni del porto. E su tutto questo il Consiglio comunale non ha mai detto niente perché i consiglieri non sono mai stati informati: la Regione si è valsa della facoltà di usare il 5% della possibilità di ricezione del cosiddetto impianto, prevista dalla convenzione. E’ da sperare che le minoranze pretendano di sapere anche i nomi di chi sottoscrisse questo accordo suicida.
Se la sindaca non uscirà dall’aula strillando, come ha fatto l’ultima volta, potrebbe essere sottoscritto un documento congiunto che abbia un valore politico e amministrativo contro l’insediamento della centrale di spinta della SNAM e la stessa sindaca potrebbe seguire l’esempio del sindaco Di Primio di Chieti per tutelare l’ambiente della sua città. Ma è più probabile che riesca un’altra volta strillando “Non lo tollero”; è più semplice.






