INAUDITO DISINTERESSE DEL PRESIDENTE DEL PARCO
16 OTTOBRE 2014 – Il silenzio del presidente del Parco Majella sulla spinosa questione degli orsi può essere interpretato come il serio proposito di tornare al Consorzio per il Nucleo Industriale, del quale è stato direttore prima di assumere il carico di tematiche ecologistiche. Si tratterebbe della restituzione di un antico prestito: quello del manager prestato alla politica, come venne definita la sua discesa in politica nei primi anni Ottanta. Una discesa sempre più marcata, in alcuni tratti un precipizio.
Poi l’insperata ascesa alla Presidenza del Parco, nella quale, tuttavia, i profondi studi svolti alla guida dell’area industriale non hanno aiutato granchè i camosci e soprattutto, in queste settimane, gli orsi, costretti a girovagare da un pollaio all’altro, sotto il tiro dei fucili di allevatori esasperati. La mortificazione peggiore per i plantigradi è stata la festa, inscenata a Pettorano, per l’inizio del letargo: come dire che se l’orso si toglie di mezzo per sei mesi è meglio per tutti. Una vera e propria indelicatezza, che si potrebbe equiparare ad una festa per il pensionamento, che so, di Franco Iezzi. Non è garbato; non si fa, anche se si può coltivare fra i desideri. La restituzione del prestito (con il cammino inverso, dalla politica alla managerialità) potrebbe anche smitizzare l’insulsa affermazione che dai primi anni Ottanta fino al 1991 cioè fino all’impatto del Commissario mandato dalla Banca d’Italia, i prestiti della Banca Agricola non si restituissero quasi mai.
Una definitiva presa di posizione potrebbe essere invocata dagli orsi che, in segno di protesta per la permanenza di Iezzi alla presidenza nonostante manchi del tutto un piano di tutela dei plantigradi, potrebbero decidere già domani di non andare in letargo per quest’anno; e di fare, anzi, una capatina in quelle feste propiziatorie del grande sonno come a Pettorano: per dire qualcosa di… graffiante.






