VASCHIONE DI NUOVO IN EDICOLA, PER DIRE CHE SULMONA C’E’ ANCORA E CI SARA’
2 OTTOBRE 2019 – Sarà in edicola sabato mattina il nuovo numero de “Il Vaschione”, composto delle ordinarie otto pagine e dell’inserto di quattro su Ovidio. Esce tutto a colori, senza un euro di contributo della Fondazione Carispaq e di Tintoretto; nè delle banche; nè di Pinco o di Pallino. Non abbiamo chiesto soldi a nessuno e, quindi,da nessuno li riceviamo. E’ già tanto che esca, con i costi lievitanti e conservandosi gratuito. Il lavoro della tipografia questa volta è stato superbo e vengono valorizzati articoli che da soli non sarebbero granchè; purtuttavia sufficienti a dire pane al pane e vino al vino, che è la quintessenza del giornalismo libero, genere in estinzione. C’è lo sguardo che l’on. Roberti, già procuratore nazionale antimafia, darà alla Valle Peligna in un convegno organizzato per l’11 ottobre dal nuovo Pd. E la cosa è inquietante per il semplice fatto che serva qualcuno che dia uno sguardo del genere. C’è una notizia che le mezze calzette della storiografia locale neanche hanno percepito: e, cioè, un convegno tenuto a Milano per spiegare gli effetti della eruzione di vulcano più potente tra quelle conosciute dall’Uomo dall’alba dei secoli; c’entra Manfredi, Re di Sicilia, che donò l’acquedotto a Sulmona e incendiò L’Aquila tre anni dopo e fu gratificato da quel fenomeno naturale del Vulcano Samalas a 12000 chilometri dal suo regno. Come? Fare la fila in edicola per saperlo.
Al paginone centrale della edizione ordinaria ci occupiamo del Cogesa, di Nardella che dà del “mentore” a Andrea Gerosolimo e, poi, di tutti quelli che hanno aderito con un “like” di pessimo gusto alla esternazione (di gusto analogo e senza Controllo Analogo, come lo chiamano da quelle parti) dell’amministratore unico nel suo genere. Uno per uno vediamo chi sono e che cosa fanno (nessun problema di spazio: sono pochissimi). Poi parliamo, senza peli sul computer, di Junio Valerio Borghese, fratello del Principe di Sulmona, e di Giorgia Meloni, cioè del declino irreversibile della Destra in Italia, finita in mano a Matteo Salvini prima del suo suicidio politico di agosto.Lo facciamo senza censure perchè, come spieghiamo nell’editoriale, i giornali di carta che arrivano alle edicole sono al riparo dalle cancellazioni di Facebook e del Grande Fratello. Li protegge la Costituzione italiana, che non consente censure per la stampa.
E nel paginone centrale dell’inserto su Ovidio parliamo della grande fascinazione del Vate per Medea, donna di poteri immensi e di eterne sconfitte; ma nella prima delle quattro pagine ci chiediamo che fine abbiano fatto le scadenze date dalla legge al comitato per il Bimillenario e nell’ultima dedichiamo ampio spazio a Jessi Combs, la donna più veloce del mondo, finita come il Fetonte di Ovidio mentre guidava i 45.500 cavalli di potenza del suo razzo-automobile. Quando si pubblica Ovidio non si può non accostarlo a donne eccezionali.
E parliamo di tante altre cose, come i Bohemiens di Cesare Antomarchi (che si è dato alle novantenni) & C, della chiusura di Carpisa in Piazza XX Settembre e delle politiche scellerate che stanno distruggendo il commercio al centro storico. E poi ancora di un gatto che ha fatto la veglia per due giorni, in strada, al compagno morto e della sindaca che cambia assessori ogni due per tre e tra poco ci metterà i suoi canarini. E riproponiamo, quasi in silenzio perchè non amiamo la retorica, l’editoriale del primo numero di circa dieci anni fa, per verificare insieme ai lettori se stiamo rispettando le linee-guida. Insomma un numero davvero… vulcanico.






