Pallozzi : due vite e un solo grande sogno d’artista

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Ha due vite l’animatore del “Premio Sulmona”: quella di cancelliere alla Pretura, ma solo fino a trenta anni fa. E poi quella di ideatore e fedele esecutore del “Premio”.

Sono lunghi più o meno allo stesso modo i periodi delle sue esperienze, ma basta guardarlo in volto per scoprire che, semmai, della prima vita ha solo un lontano ricordo, mentre la seconda, quella vera, è incominciata nella giovinezza e si è innestata piano piano all’altra, per esplodere con questa rassegna internazionale. E’ in ansia, pur dall’alto dei suoi 84 anni, per le risposte che nel pomeriggio gli debbono arrivare da alcuni protagonisti della edizione di quest’anno: e, intanto, ci illustra tutte le opere che si diramano nello splendido chiostro del monastero antico. Contrasta con quegli archi e quelle pietre lo stile quasi alieno dell’arte contemporanea. E’ punto da orgoglio quando sottolinea che tutte le opere acquistate nel corso degli anni sono a disposizione di una pinacoteca ormai di dominio pubblico e tanto ricca da non poter essere completamente esposta. Lo hanno rimarcato, nel discorso inaugurale del 5 settembre, quando hanno sottolineato l’importanza di acquisire altri locali per non lasciare nei bauli quadri e sculture di indubbio valore: opere che, da sole, potrebbero richiamare gente a Sulmona e costituire una mostra permanente, una specie di miniera d’oro per il turismo. Sono duecentoventi i lavori che ormai appartengono a Sulmona e rappresentano il risultato più importante per la carriera di Gaetano Pallozzi gallerista, anomalo perché non affarista, soddisfatto e al sicuro, sotto il profilo economico, nel suo lavoro di artista svolto da pensionato del Ministero di Giustizia.

“Quest’anno sono pochi i premi: Targa d’oro Città di Sulmona; medaglia d’oro del Presidente della Repubblica; medaglia d’oro del Presidente del Senato; Medaglia d’Oro del Presidente della Camera” annota Pallozzi: ben poco rispetto ai sostanziosi premi acquisto degli anni passati e, per giunta, “gli artisti debbono affrontare le spese di spedizione delle opere”, ma quest’ultima novità vuol significare che ormai tutti tengono a presentarsi a questo premio, anche solo per figurare tra “quelli che ci sono stati”. “Partì bene la Regione Abruzzo, quando assicurò 130 milioni di vecchio conio per il Premio Michetti e per il Premio Sulmona – si amareggia Pallozzi – ma poi i contributi si sono divaricati e noi non abbiamo da vivere di lusso”.