14 SETTEMBRE 2010 – Quale delega daremo, e a chi, nelle prossime elezioni, siano esse di dicembre o siano quelle a naturale scadenza, amministrative o politiche?Ormai, più che i partiti, valgono le unioni di transito e a Sulmona questo vale più che altrove. Un Popolo delle Libertà non ha saputo tenere a sé la quasi totalità di consiglieri comunali, giustamente indignati per l’inganno di una legge fatta passare di nascosto contro gli interessi dei terremotati peligni. Un Partito Democratico non riesce a trattenere il dissenso che si trasforma in spaccatura e la commissione nazionale di garanzia ha bocciato il ricorso contro la nomina a segretario cittadino. I dissidenti avevano annunciato di volersene andare, sostanzialmente.
Niente di nuovo sotto il sole, si dirà, se si pensa che, tanto per rimanere all’argomento che trattiamo con grande risalto anche in questo numero, la Democrazia Cristiana non seppe assumere una scelta per un argomento centrale come la collocazione del casello autostradale e i due sindaci se ne andarono con le loro intenzioni: da una parte Pratola, che aveva il vantaggio di un territorio sul quale fisicamente passa l’autostrada; dall’altra parte Sulmona, che stava al centro della zona programmata per lo sviluppo industriale. Provammo ad intervistare il parlamentare peligno, ma si disse profondamente turbato della recente morte di Antonio Segni e non in grado di rilasciare dichiarazioni. Poi non lo sentimmo più; forse non si era mai ripreso dal lutto. In realtà, il partito non sapeva scegliere e non gli faceva comodo. Adesso non è diversa la empasse e meno che meno si può chiedere a parlamentari designati dall’alto se ritengono di fare una scelta che sia nell’interesse del basso.
Resta solo da valorizzare chi, almeno, una posizione la prende e si espone, secondo i sani principi di responsabilità legata alla rappresentanza. E a farlo, adesso, sono solo i sindaci, che apprezziamo per questo, soprattutto se si astengono dalle esasperazioni campanilistiche. Ma dei partiti, di quelli, è rimasta solo una parvenza.






