PARADOSSALE VICENDA NELLA CITTA’ TURISTICA

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Il Museo riceve solo per appuntamento

I COSTUMI D’ABRUZZO NON HANNO IL CUSTODE

“Ho deciso di non andare neppure a vedere come sta per non amareggiarmi”.

Non usa mezzi termini Vincenzo Accardo quando parla del “suo” museo dei Costumi d’Abruzzo, allestito ormai diversi anni fa nel Palazzo dell’Annunziata e lasciato nel più completo abbandono. Peggio: ancora visitabile, ma previo appuntamento, un po’ come succede alle chiesine sparse nei luoghi di montagna, alle quali si accede solo cercando l’anima buona che ha le chiavi. Quelle visite sporadiche sono ancora più ansiogene per chi aveva voluto fare tutto per bene, perché una presentazione di capi di abbigliamento soffre molto per un velo di polvere, per una marsina fuori posto, per un cristallo opaco. Accardo ha cercato uno per uno quei cimeli di bellezza del vestiario; magari contando sulla generosità di famiglie che sono rimaste anche nell’anonimato o ricambiando come poteva con le sue cose d’arte, con la disponibilità per una ricerca. Sono da grande raccolta le testimonianze del “come eravamo” nella Sala del Campanile al Palazzo dell’Annunziata: 160 stampe dal 1792 al 1890 (l’ultima è una “penna” di Francesco Paolo Michetti, che raffigura una popolana seduta); 23 costumi, in parte originali e in parte ricostruiti, donati dal Lyons club di Sulmona; una ventina di stampe del paese di Pietra Ferrazzana, donate dal prof. Caferra; 100 articoli di oggettistica varia legata al mondo della transumanza. Quando è rimasto aperto, nei periodi di Natale e Pasqua del 2005 il museo è stato visitato da 15.000 persone.

“E dire che in altri posti, anche a Pescara, per esempio, si accontentano di tre o quattro pezzi e attirano centinaia di visitatori. Peccato, davvero, perché il posto è di quelli più indicati, a portata di mano per i turisti, nel cuore della città: così pensammo, tra pochi amici, che quel sacrificio sarebbe stato coronato da successo”. E peccato, perché, mentre si parla sempre con più enfasi di “offerta turistica”, una risorsa così grande per tutta la Regione  meriterebbe qualcosa di più della polvere dell’…oblìo.

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