PAROLE COMPOSTE E IDEE SCOMPOSTE

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LA TROVATA DI CHIUDERE IL CENTRO STORICO PER 100 METRI

18 OTTOBRE 2015 – “Bicincontriamoci” aderisce alla proposta di chiudere del tutto il centro storico: isola pedonale totale, come la vuole qualcun altro e come non la vogliono i commercianti; come pare la voglia il sindaco, ma non la maggioranza in consiglio comunale. Via le auto parcheggiate da Piazza XX Settembre; l’isola totale partirebbe (ma solo lungo il Corso Ovidio) dall’innesto di Via De Nino fino a Piazza del Carmine. L’accesso non sarebbe consentito neanche ai residenti, che potrebbero beneficiare di tariffe agevolate nel parcheggio di Santa Chiara con uscita pedonale in Piazza Garibaldi.

E’ curioso che nessuno di coloro che prendono la parola e lanciano slogans sulle bellezza di un’isola pedonale totale abiti al centro di Sulmona: lo adorano tanto che non hanno fatto nessuna scelta di vita tra i vicoli delle fasce laterali a Corso Ovidio e meno che meno su Corso Ovidio, ove oggettivamente ci vuole fegato per mettere su casa con la finestre sulla “movida” incontrollata dalle Forze dell’Ordine e dai giudici.

Sindaci come Bruno Di Masci hanno concesso autorizzazioni o licenze per uso di discoteca, cioè per mandare musica assordante fino alle 4 di mattina, cioè  ancora per stroncare ogni velleità di chi in centro ha una mezza intenzione di stabilirsi. E pare che in tal senso si sia regolato pure Franco La Civita: gli effetti di questo malgoverno delle risorse del centro si sono in parte stemperati solo perché, per mancanza di parcheggi e di spazi all’interno dei locali-discoteche, si sono succeduti fallimenti a fallimenti e le gestioni si sono frantumate davanti all’evidenza di locali inadeguati a fare concorrenza alle discoteche in periferia o al nucleo industriale.

“Bicincontriamoci” (che ci autorizza a formulare parole composte anche più significative, del genere: “Mocimancavanosoloquesti”) vorrebbe far credere che aggiungere cento metri di deserto ad un centro desertificato può costituire un richiamo per la vita nel nucleo storico. Le biciclette sarebbero accompagnate dalle autovetture anche davanti all’Annunziata, sarebbero tallonate davanti al teatro e fino a ponte Capograssi, riprenderebbero questo infelice connubio dal Carmine a Porta Napoli; ma l’essenziale è che in Piazza XX Settembre e davanti al Vaschione le auto non ci siano. Cosa poi faccia pensare ai ciclisti di essere graditi da Via De Nino al Carmine, cioè nel punto più stretto del Corso, dove i pedoni si infastidiscono di più delle bici che delle pochissime auto che ci passano adesso? Se si vuole essere “eco” e anche “logici”, l’isola totale dovrebbe riguardare anche le bici, se uno deve passeggiare per cento metri senza essere “bicinvestito”.

Altro punto: in tutte le città ove si riduce il traffico si concedono comunque parcheggi ai residenti: stalli riservati o abbonamenti gratuiti. Qui al massimo si potrebbe contare su tariffe agevolate a Santa Chiara. Ma i residenti che hanno un garage debbono rinunciarci per andare a pagare a Santa Chiara? E chi abita al Serpentone può portare i pacchi della spesa e le valigie fino a sotto casa, mentre i residenti al centro debbono ingollarsi i bagagli da Santa Chiara? Ma è troppo aspettarsi che, oltre alle parole composte, si sfoderino anche idee composte?