Pelino fa danni a Sulmona e prende fischi a L’Aquila

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PARADOSSALE EPILOGO NELL’ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO

7APRILE 2013 – Raccontano le cronache di oggi che la sen. Paola Pelino  è stata vivamente contestata a L’Aquila nel quarto anniversario del terremoto per tutto quello che il suo partito non ha fatto; e una foto su “Il Centro” ce la mostra molto adirata, con il viso contratto in una smorfia di disappunto mentre dibatte in strada con un contestatore.

 

In effetti la trasferta aquilana ha riservato sorprese: da una città garbata come Sulmona, che, solo per rimanere alla questione terremoto, è stata collocata fuori del cratere proprio dal Governo guidato dal capo indiscusso (che ha riservato un posto sicuro alla signora Pelino al Senato), arrivare in una città dove la gente fa sul serio e non si fa passare le mosche sotto al naso deve essere stato molto sgradevole. Il “cratere” disegnato dalla Protezione Civile (quel perimetro dove sono andati decine di miliardi di euro e ne andranno centinaia) si ferma a Popoli, sorvola Pratola e Sulmona e riprende a Bugnara: miracolo della scienza, che, interpretata da questa genìa di politici, configura un sisma a pelle di leopardo.

Quel cratere è stato fatto proprio e difeso dal Pdl, nonché dallo stesso Governo Berlusconi che si è costituito davanti al TAR per contrastare il ricorso (velleitario quando si vuole, ma almeno politicamente significativo) dei Comuni esclusi. E dove li prende i fischi Paola Pelino? A L’Aquila, mentre a Sulmona a mala pena percepisce le mormorazioni sui conti non pagati in boutique. A una parlamentare così, che continua a rimanerci simpatica per i pastrocchi che combina, c’è solo da augurare: “Mille di questi elettorati”. Persone che ti votano nonostante le prendi in giro non si trovano dappertutto.

A L’Aquila fanno il contrario: ricevono soldi senza sapere neanche come ricostruire la città e poi spernacchiano gli sbiaditi rappresentanti del Berlusconi che hanno applaudito festosamente consentendogli di sbandierare a livello mondiale il “miracolo del post-terremoto”.